Nel panorama dei deckbuilder che cercano una propria identità oltre il semplice accumulo di carte e sinergie, Stabjack prova a distinguersi con una premessa immediatamente riconoscibile: prendere il blackjack, trasformarlo in un sistema di combattimento e immergerlo in un mondo noir attraversato da demoni, omicidi e presenze innaturali. Cosmic Cog LLC e Zemore Indie Games hanno confermato che il gioco parteciperà allo Steam Deckbuilder Fest, in programma dal 4 all’11 maggio, finestra durante la quale sarà possibile provarne la demo su PC attraverso Steam.
L’idea alla base del progetto è chiara fin dal titolo. In Stabjack il rischio non è un accessorio del sistema, ma il centro stesso dell’esperienza. Ogni mano può spingere verso il colpo perfetto oppure verso il disastro, mentre il giocatore viene incoraggiato non solo a calcolare, ma anche a imbrogliare, manipolare l’esito delle carte e costruire vantaggi sporchi pur di restare vivo. È una direzione interessante perché prende una struttura universalmente comprensibile come il blackjack e la piega verso qualcosa di più tattico, instabile e apertamente narrativo.
Un noir sovrannaturale in cui il banco è la morte
Il protagonista di Stabjack è Jack, uomo trascinato dentro un mistero soprannaturale dopo la morte brutale della moglie. A guidarlo, o forse a tormentarlo, c’è un coltello senziente che sussurra con la sua voce, dettaglio che basta da solo a definire il tono dell’intera operazione. Il gioco costruisce infatti un immaginario da comic noir dove il lutto, l’indagine e il contatto con l’irreale si mescolano in una progressione fatta di casi da risolvere, incontri letali e verità sempre meno affidabili.
Questa cornice narrativa non sembra essere un semplice pretesto estetico. Il comunicato insiste infatti sulla componente investigativa e sulla presenza di più casi da affrontare, suggerendo che Stabjack non voglia limitarsi a essere un combattente a carte con bella atmosfera, ma provi a sostenere anche una struttura di racconto più marcata. Se funzionerà, il gioco potrebbe ritagliarsi uno spazio interessante proprio in quella zona dove il deckbuilder incontra il mystery e il roguelike smette di essere solo progressione meccanica per diventare anche tensione narrativa.
Blackjack tattico, bust devastanti e trucchi da imparare
Il cuore del gameplay resta comunque il modo in cui Stabjack rilegge il blackjack. Le carte non servono semplicemente a totalizzare punti, ma alimentano azioni come attacco, difesa e preparazione, con l’obiettivo di arrivare a 21 per ottenere il massimo impatto senza però sballare. Da qui nasce un sistema che conserva l’immediatezza del gioco da tavolo di partenza, ma la trasforma in una struttura di combattimento dove ogni pescata può cambiare del tutto il senso del turno. È un approccio che promette tensione costante, perché il margine tra scelta brillante e errore fatale resta sempre molto sottile.
A rendere il tutto più ricco interviene poi la possibilità di “barare”, elemento che sembra essere il vero segno distintivo del progetto. Conservare carte, manipolare risultati, sfruttare modificatori, oggetti e personalizzazione del mazzo significa non accettare mai il caso come dato assoluto, ma provare a piegarlo. È qui che Stabjack potrebbe trovare la propria personalità migliore: non in un semplice omaggio al blackjack, ma in un gioco che usa le sue regole per poi invitare il giocatore a sabotarle dall’interno. Con il supporto di una visuale in prima persona e di combattimenti al coltello dal taglio più cinematografico, il risultato punta a essere più aggressivo e fisico di quanto il termine deckbuilder possa far pensare in un primo momento.
La demo prevista durante lo Steam Deckbuilder Fest servirà proprio a chiarire quanto questa miscela riesca davvero a reggere. Ma già adesso Stabjack lascia intuire una promessa abbastanza nitida: un roguelike di carte dove il noir non è solo atmosfera, il blackjack non è solo un trucco di superficie e il rischio non è solo parte della partita, ma la sua vera sostanza.






