Dopo l’[annuncio che ne aveva svelato l’ambientazione e l’impianto strategico](https://www.gamezilla.it/star-wars-zero-company-annunciato-da-ea-unavventura-tattica-nelle-ombre-delle-guerre-dei-cloni/), Electronic Arts e Bit Reactor, in collaborazione con Lucasfilm Games, hanno pubblicato Star Wars Zero Company. Il gioco tattico a turni per giocatore singolo è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC attraverso EA app, Steam ed Epic Games Store.
La storia è ambientata nelle ultime fasi delle Guerre dei Cloni e segue Hawks, ex ufficiale della Repubblica posto al comando della Compagnia Zero. Reclutata dai servizi d’intelligence repubblicani, la squadra deve fermare l’Infinite Coil, un culto alleato dei Separatisti guidato da Kundri Fathom. La missione assume rapidamente una portata galattica quando emerge la minaccia della Shadow Plague, un morbo capace di travolgere interi mondi.
Una compagnia irregolare nelle ombre della guerra
La Compagnia Zero riunisce professionisti provenienti da percorsi molto diversi, dagli ex nobili ai criminali, passando per canaglie, droidi astromeccanici e Jedi. Questa composizione permette al racconto di osservare il conflitto da una prospettiva lontana dai grandi eserciti, concentrandosi su operazioni clandestine, indagini e incarichi nei settori più pericolosi della galassia. I rapporti tra i membri non rappresentano soltanto un elemento narrativo, ma incidono direttamente sulle possibilità offerte durante le missioni.
Schierare regolarmente gli stessi operativi consente infatti di consolidarne i legami e sbloccare nuove sinergie di combattimento. La costruzione della squadra diventa così parte integrante della progressione: non basta scegliere le abilità più efficaci, perché occorre anche valutare quali personaggi riescano a collaborare meglio in determinate situazioni. Accanto agli elementi originali creati per la storia, il sistema permette di inserire combattenti personalizzati e modificare aspetto, dotazione e capacità dei diversi componenti.
Dalla base operativa al campo di battaglia
Gli scontri si sviluppano a turni e richiedono di coordinare movimento, coperture e abilità speciali, adattando il piano alla conformazione dello scenario e alle unità nemiche. Ogni agente ricopre un ruolo distinto e può contribuire attraverso attacchi diretti, capacità di supporto o manovre pensate per controllare il campo. Le sinergie maturate tra i compagni ampliano ulteriormente le opzioni, trasformando la scelta della formazione in una decisione importante quanto quelle prese durante la battaglia.
Tra una missione e l’altra, la pianificazione prosegue nella base operativa The Den. Qui è possibile definire la specializzazione di Hawks, modificarne l’aspetto e preparare equipaggiamenti e abilità della squadra in funzione dell’incarico successivo. In un calendario videoludico della saga che comprende anche l’imminente [Star Wars: Galactic Racer](https://www.gamezilla.it/star-wars-galactic-racer-arriva-il-6-ottobre-con-corse-illegali-nellorlo-esterno/), il debutto di Bit Reactor occupa quindi uno spazio preciso: un’avventura strategica in cui la gestione dei rapporti tra gli operativi accompagna ogni scelta compiuta sul campo.
