La cittadina di Undermere riapre le sue porte più inquietanti con Strange Antiquities, avventura investigativa a tema occulto sviluppata da Bad Viking e pubblicata da Iceberg Interactive. Il gioco è disponibile su Xbox Series X|S, PlayStation 4 e PlayStation 5, portando anche su console la sua particolare miscela di gestione di bottega, deduzione e mistero a combustione lenta.
Ambientato nello stesso universo di Strange Horticulture, il titolo affida al giocatore un piccolo negozio di antichità occulte, dove arrivano clienti in cerca di oggetti strani, pericolosi o semplicemente difficili da comprendere. Ogni artefatto ha proprietà specifiche e va identificato con attenzione attraverso strumenti, appunti e libri di riferimento. La progressione non nasce dall’azione, ma dalla capacità di osservare, confrontare indizi e capire quale oggetto possa rispondere davvero alla richiesta di chi entra nel negozio.
Una bottega dove ogni oggetto può mentire
In Strange Antiquities, la routine del negozio diventa presto una forma di indagine. I clienti presentano problemi, desideri o situazioni ambigue, e il giocatore deve ascoltare con cura ciò che dicono, interpretare gli indizi e scegliere l’artefatto più adatto. Alcune richieste possono sembrare immediate, altre invece richiedono una lettura più sottile, perché un errore nel riconoscere le proprietà di un oggetto potrebbe avere conseguenze tutt’altro che innocue.
Il fascino del gioco sta proprio nella lentezza del metodo. Ogni manufatto va maneggiato come se custodisse una storia nascosta, ogni descrizione può diventare un tassello utile e ogni libro consultato può spostare l’interpretazione nella direzione corretta. La versione console valorizza questa natura tattile, invitando a prendersi tempo davanti a oggetti, note e strumenti, senza trasformare l’indagine in una corsa contro il ritmo.
Il ritorno a Undermere tra volti familiari e nuove inquietudini
Il legame con Strange Horticulture non rende Strange Antiquities un seguito diretto in senso stretto, ma un nuovo ingresso nello stesso immaginario. Undermere conserva il suo tono fuori asse, fatto di presenze strane, richieste sospette e una sensazione persistente che qualcosa si muova sotto la superficie della normalità. Volti già noti, nuovi problemi e dettagli apparentemente marginali contribuiscono a costruire un mistero più ampio, destinato a rivelarsi gradualmente.
Bad Viking, studio indipendente fondato dai fratelli Rob e John Donkin, prosegue così il percorso inaugurato con Strange Horticulture, opera apprezzata per atmosfera, originalità e fascino occulto. Con Strange Antiquities, il fulcro si sposta dalle piante agli artefatti, ma resta intatta l’idea di un’esperienza investigativa intima, fondata su pazienza, deduzione e piccoli brividi quotidiani. Per chi torna a Undermere, il negozio offre una nuova soglia verso l’ignoto; per chi lo scopre ora, è un invito a entrare con cautela, perché non tutti gli oggetti vogliono essere capiti.




