L’ID@Xbox Showcase è servito anche a ridefinire il perimetro di Tears of Metal, nuovo progetto di Paper Cult che affiancherà al debutto su PC tramite Steam anche l’uscita su Xbox Series X|S, Game Pass e Microsoft Store. Lo studio di Montréal ha accompagnato l’annuncio con un trailer inedito, utile non solo a fissare le nuove piattaforme ma anche a ribadire la direzione del gioco, un hack-and-slash roguelike cooperativo ambientato in un medioevo sporco, bellicoso e attraversato da una minaccia di origine misteriosa.
Il titolo ruota attorno alla riconquista di un’isola invasa, con il giocatore chiamato a farsi largo tra orde di nemici insieme a un battaglione scozzese sempre più agguerrito. Dietro la semplice promessa di combattimento in massa c’è però anche una cornice narrativa legata al cosiddetto Dragon Stone Meteor, evento che ha portato con sé occupanti, poteri oscuri e una trasformazione del conflitto in qualcosa di più inquietante del previsto. È da questa miscela tra battaglia frontale, crescita roguelike e segreto soprannaturale che Tears of Metal prova a costruire la propria identità.
Una guerra di riconquista tra orde, build e battaglioni
Il cuore del gioco sembra stare nell’impatto diretto dell’azione. Tears of Metal mette in scena vasti campi di battaglia in cui affrontare ondate nemiche in solitaria oppure in cooperativa, con un sistema che punta su attacchi rapidi, poteri concatenabili e una costruzione della run pensata per variare sensibilmente da una partita all’altra. Paper Cult parla di oltre cento artefatti da combinare con numerosi potenziamenti, così da permettere build molto diverse e un’evoluzione costante dello stile di combattimento.
A rendere più interessante questa struttura c’è anche la presenza di più eroi giocabili, ciascuno destinato a spingere il giocatore verso approcci differenti, e di un contesto bellico che non sembra limitarsi alla pura sopravvivenza in arena. Man mano che si procede tra le trincee e nelle aree occupate, emergono infatti nuovi dettagli sull’invasione e sul potere estratto dalla Dragon Stone. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un action roguelike che non vive soltanto della soddisfazione meccanica dello scontro, ma anche di una campagna capace di dare un senso più ampio alla riconquista.
Soldati da far crescere e un insediamento da sviluppare
Uno degli elementi più promettenti del progetto è il peso attribuito alle truppe che accompagnano il protagonista. I soldati del battaglione scozzese non fungono infatti da semplice contorno scenico, ma crescono tra una campagna e l’altra, acquisiscono abilità permanenti e diventano risorse sempre più importanti nelle spedizioni successive. Reclutarli, migliorarli e portarli con sé in battaglia sembra quindi parte integrante della progressione, dando al gioco una dimensione più strategica rispetto al solo sfogo hack-and-slash.
Tra una run e l’altra sarà inoltre possibile espandere il proprio insediamento, sbloccando negozi, upgrade permanenti, nuove sfide e altre possibilità di sviluppo. A questo si aggiungono personaggi giocabili aggiuntivi, cosmetici, combinazioni da scoprire e segreti disseminati nei campi di battaglia, dentro una struttura che promette oltre 45 ambientazioni realizzate a mano. Per Paper Cult, già autrice dell’ottimo Bloodroots, Tears of Metal sembra dunque il tentativo di allargare la scala del proprio action design senza perdere quella ricerca di immediatezza e impatto che aveva reso memorabile il lavoro precedente. L’apertura verso l’ecosistema Xbox e Game Pass rafforza ulteriormente questa ambizione, portando il gioco davanti a un pubblico più ampio proprio mentre continua il suo percorso verso l’accesso anticipato.




