Teeto e il sacrosanto diritto di assorbire qualsiasi cosa

La prima regola di Teeto è molto semplice: quando qualcosa ostacola il cammino, bisogna provare a mangiarla. Non importa che si tratti di un oggetto, di un elemento del paesaggio o di qualcosa che una persona dotata di normale istinto di conservazione eviterebbe accuratamente di mettere in bocca. Teeto assorbe, si trasforma e riparte, mentre Nory osserva la scena con la serenità di una scienziata che ha ormai superato il concetto di responsabilità civile. Il risultato è un platform 3D colorato e leggero, interessato soprattutto a stimolare la curiosità e a trasformare ogni deviazione in una piccola occasione per combinare qualche pasticcio.

Sviluppato da Eat Pant Games e pubblicato da Super Rare Originals e CouchPlay Interactive, il gioco è stato provato su PlayStation 5 ed è disponibile anche su Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam. Il mondo è minacciato da una corruzione alimentata dalle creature dell’ombra, ma il problema più urgente potrebbe essere rappresentato dai Michael: esserini nati da un esperimento di Nory che, dopo essersi moltiplicati con l’efficienza di una catena di messaggi indesiderati, si sono sparsi per ogni angolo della mappa. Tocca quindi a Teeto fermare il caos, aiutare gli abitanti e radunare una quantità francamente irresponsabile di piccoli fuggitivi.

Teeto e il sacrosanto diritto di assorbire qualsiasi cosa

La soluzione è nello stomaco, o quasi

La capacità di assorbimento rappresenta il centro dell’intera esperienza. Grazie allo zaino potenziato dalla vionite di Nory, Teeto può inglobare determinati oggetti e assumere forme dotate di proprietà differenti: alcune aumentano il peso e permettono di sfondare pareti o attivare meccanismi, altre modificano il movimento e consentono di raggiungere passaggi nascosti. Non si accumulano semplicemente poteri da selezionare attraverso un menu, perché è l’ambiente stesso a suggerire quale trasformazione utilizzare. Gli enigmi non provocano crisi diplomatiche con il controller e spesso la soluzione si trova a breve distanza dal problema, ma le abilità vengono introdotte e combinate con un ritmo sufficiente a mantenere vivo il piacere della scoperta.

Il sistema funziona anche perché ogni metamorfosi modifica davvero l’aspetto e il comportamento del protagonista. Teeto si gonfia, si comprime e assume sagome che sembrano progettate da qualcuno deciso a verificare quanta dignità possa perdere una creatura tondeggiante prima di diventare irresistibile. Animazioni elastiche ed effetti sonori conferiscono peso alle trasformazioni, mentre il margine concesso alla sperimentazione permette di tentare soluzioni senza temere punizioni severe. Nel peggiore dei casi si perdono pochi secondi, si comprende di aver inghiottito la cosa meno utile disponibile e si torna a cercare qualcosa di più adatto allo scopo.

Teeto e il sacrosanto diritto di assorbire qualsiasi cosa

I Michael non si recupereranno certamente da soli

Salti, corsa e arrampicata rispondono con precisione sufficiente e raramente richiedono esecuzioni millimetriche. Teeto preferisce incoraggiare l’esplorazione invece di mettere alla prova la pazienza, distribuendo percorsi secondari, piccoli segreti e collezionabili lungo livelli abbastanza aperti da premiare chi guarda dietro ogni angolo, ma mai tanto vasti da trasformare l’avventura in un censimento catastale. I Michael rappresentano la ragione principale per abbandonare il percorso più diretto: queste creaturine si nascondono in nicchie e zone raggiungibili soltanto con determinate forme, offrendo un motivo concreto per tornare nelle aree già visitate dopo aver ottenuto nuove capacità.

Lungo il viaggio si incontrano inoltre personaggi eccentrici alle prese con problemi più o meno assurdi, protagonisti di incarichi secondari che aggiungono ricompense e qualche battuta senza interrompere troppo a lungo il ritmo. Meno interessanti risultano invece i combattimenti: le creature dell’ombra movimentano il percorso e consentono di sfruttare alcune trasformazioni, ma gli scontri rimangono elementari e gli avversari raramente obbligano a cambiare strategia. La difficoltà generale è permissiva, qualità apprezzabile per famiglie e giocatori giovani ma meno invitante per chi considera valido un platform soltanto quando ogni salto minaccia di sottrarre cinque anni di vita. Qualche prova facoltativa più severa avrebbe dato maggiore consistenza alle abilità e offerto ai veterani un banco di prova adeguato.

Teeto e il sacrosanto diritto di assorbire qualsiasi cosa

In due il caos raddoppia, quindi funziona meglio

La cooperativa locale permette a due partecipanti di affrontare l’avventura sullo stesso schermo, coordinando Teeto e Nory per risolvere enigmi, attivare meccanismi e sfruttare capacità complementari. Il secondo personaggio non viene trattato come un accessorio semovente: diversi passaggi richiedono una reale divisione dei compiti, pur mantenendo una complessità adatta anche a persone con esperienza diversa. Il risultato alimenta confronti costruttivi come «premi quel pulsante» e la sua inevitabile evoluzione «non quello, l’altro», mentre errori, trasformazioni assurde e segreti trovati per caso diventano più divertenti quando c’è qualcuno accanto disposto a commentarli. La telecamera può esitare negli ambienti stretti quando i giocatori scelgono direzioni opposte, ma gli inconvenienti restano occasionali.

Su PlayStation 5 la resa è fluida, i caricamenti sono contenuti e la presentazione mantiene una pulizia coerente con lo stile scelto. Colori vivaci, superfici morbide e personaggi tondeggianti costruiscono un mondo simile a un assortimento di giocattoli lasciati liberi durante la notte, impreziosito da costumi capaci di rendere Teeto ancora meno credibile come salvatore dell’universo. La musica accompagna senza invadere e sostiene un’atmosfera allegra, anche se alcuni scenari avrebbero beneficiato di maggiori dettagli. La campagna non è molto lunga e il combattimento rimane il punto meno sviluppato, ma la caccia ai Michael, gli incarichi facoltativi e le trasformazioni mantengono un ritmo gradevole. Teeto dà il meglio quando lascia le battaglie sullo sfondo e concentra l’attenzione su movimento, esplorazione e cooperazione, offrendo soprattutto a famiglie e appassionati di platform rilassati un’avventura simpatica, creativa e priva di inutili tempi morti.

Teeto e il sacrosanto diritto di assorbire qualsiasi cosa
Teeto
In sintesi:
Trasformazioni buffe, controlli immediati e una cooperativa locale ben integrata rendono Teeto particolarmente adatto alle partite in famiglia o in compagnia. Il combattimento avrebbe meritato avversari più interessanti, mentre i giocatori esperti potrebbero trovare fin troppo indulgenti la difficoltà e gli enigmi. L’esplorazione mantiene però un ritmo gradevole e la caccia ai Michael valorizza bene le capacità acquisite, offrendo motivi concreti per tornare nelle aree già visitate. Il risultato è un platform 3D allegro e creativo, capace di trasformare ogni oggetto assorbito in una nuova occasione per curiosare, sorridere e combinare piccoli disastri.
84

Massimo Santoro

Massimo Santoro ha passato talmente tante ore davanti ai videogiochi da trasformare quella passione in un bisogno quotidiano di raccontarli. Cresciuto tra JRPG, controller consumati e soundtrack ascoltate in loop, cerca sempre di unire entusiasmo e analisi lucida. Non si considera un veterano, ma compensa con curiosità feroce: prova tutto, studia tutto, esplora ogni genere senza pregiudizi. Scrive di videogiochi e cultura otaku con ritmo vivace, attenzione ai dettagli e una punta di ironia, convinto che il bello di questo medium sia continuare a scoprirlo, livello dopo livello.

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