Dietro un bancone, anche un timbro può diventare una sentenza. Teller’s Duty, simulatore narrativo sviluppato dallo studio indipendente Hiscory, arriverà il 12 giugno su PC tramite Steam, Xbox Series X|S e Xbox One. Il gioco porta il pubblico nella Kertasia degli anni Ottanta, una nazione immaginaria soffocata da burocrazia, controllo statale e regole in continuo mutamento, dove il lavoro di cassiere di banca si trasforma presto in una prova di sopravvivenza personale.
Il protagonista ottiene l’impiego grazie all’intervento di uno zio distante, direttore della filiale, ma quello che dovrebbe essere un posto sicuro diventa il centro di un equilibrio fragile. Ogni giornata richiede di processare transazioni bizzarre, contare denaro manualmente, individuare documenti falsi, gestire clienti imprevedibili e rispettare protocolli sempre più assurdi. Sullo sfondo, però, c’è una necessità più intima e dolorosa: conservare il lavoro per poter acquistare le medicine necessarie alla madre.
Una banca dove le regole cambiano ogni giorno
In Teller’s Duty, la routine lavorativa è costruita attorno a procedure che si complicano progressivamente. Il governo di Kertasia impone nuovi protocolli, modifica le richieste, moltiplica i controlli e costringe il protagonista ad adattarsi senza poter davvero abbassare la guardia. Ogni documento va osservato con attenzione, ogni somma va verificata, ogni cliente può nascondere una richiesta legittima, un inganno o una situazione moralmente ambigua.
La componente gestionale passa da gesti semplici ma carichi di tensione: controllare banconote, riconoscere falsificazioni, usare gli strumenti a disposizione e mantenere l’ordine davanti allo sportello. Hiscory promette oltre cento clienti con esigenze e comportamenti differenti, rendendo ogni turno una piccola sequenza di pressione burocratica. L’apparente monotonia dell’ufficio diventa così un meccanismo di stress, dove l’errore non è mai soltanto amministrativo.
Scelte morali, sopravvivenza e un regime che osserva
Il cuore del gioco non riguarda soltanto il rispetto delle procedure, ma il prezzo umano di quelle procedure. In Teller’s Duty, le decisioni del cassiere possono determinare chi riesce a sopravvivere e chi viene schiacciato dal sistema. Seguire rigidamente le politiche dello Stato garantisce una certa sicurezza, ma può condannare cittadini disperati; aiutare qualcuno di nascosto significa invece mettere a rischio il proprio futuro e quello della propria famiglia.
A complicare il quadro intervengono le richieste dello zio, le difficoltà economiche quotidiane e la necessità di gestire risparmi molto limitati. Tra un turno e l’altro bisogna acquistare pasti, prendersi cura del proprio gatto e cercare di restare a galla in un sistema che sembra progettato per consumare chiunque vi lavori dentro. La storia, dalla durata prevista di circa sei-otto ore, condurrà a tre finali diversi, modellati dalle scelte compiute lungo il percorso.
L’identità visiva di Teller’s Duty guarda ai vecchi documenti governativi, costruendo una distopia cartacea fatta di moduli, timbri, colori spenti e interfacce volutamente oppressive. Hiscory, studio indipendente con sede a Batam, in Indonesia, punta così a un’esperienza narrativa sistemica e atmosferica, dove la tensione non nasce da inseguimenti o combattimenti, ma dall’accumulo di regole, responsabilità e compromessi. A Kertasia, il vero orrore non è dietro lo sportello: è nel momento in cui si capisce che anche applicare correttamente una procedura può distruggere una vita.






