Ogni 33 anni il confine fra la realtà e l’Inferno si assottiglia, e per Gabriele Alighieri significa tornare nella dimora della propria famiglia per affrontare un’eredità dalla quale ha cercato di fuggire per tutta la vita. The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, Epic Games Store e GOG. Il thriller psicologico in prima persona è sviluppato dallo studio romano One O One Games e pubblicato da Entalto Publishing, dopo che nei mesi scorsi erano state pubblicate le demo e fissata la data di lancio.
L’idea di partenza utilizza la Divina Commedia non come semplice repertorio di demoni e mostri, ma come struttura per raccontare una discesa interiore. Gabriele deve recuperare le pagine magiche perdute dell’opera e riunirle per completare il Rituale che mantiene sigillate le porte dell’Inferno, mentre documenti, pagine di diario e oggetti nascosti ricostruiscono progressivamente la storia della sua famiglia. Il gioco aveva già mostrato come One O One Games intendesse trasformare l’Inferno dantesco in una rappresentazione di memoria, colpa e trauma, spostando il centro dell’esperienza dal pericolo fisico alla paura di essere compresi fino in fondo.
La Villa e l’Abisso sono due facce della stessa discesa
Il Rituale conduce attraverso due realtà convergenti. La Villa rappresenta il mondo fisico, con corridoi silenziosi e stanze cariche del peso della stirpe Alighieri; l’Abisso ne costituisce invece il riflesso deformato, una dimensione interiore nella quale le paure e i ricordi di Gabriele assumono una forma concreta. L’alternanza fra questi spazi mette continuamente in discussione ciò che appartiene alla realtà e ciò che nasce dalla mente del protagonista, facendo dell’ambiente una parte integrante del racconto.
Anche la direzione artistica lavora su questa contrapposizione. L’Abisso alterna superfici bianche, quasi sterili e abbaglianti, a un rosso che emerge progressivamente come rappresentazione della rabbia e del senso di colpa repressi. La Villa rimane invece più ancorata alla storia familiare e al peso materiale del passato. Il risultato è un horror che cerca la tensione nella percezione e nell’intimità, più che nella presenza costante di una minaccia visibile.
Enigmi esoterici al posto dei combattimenti
The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline rinuncia completamente al combattimento e costruisce la progressione attraverso esplorazione, investigazione e risoluzione di enigmi esoterici. Le prove sono legate alla storia personale di Gabriele e ai segreti della famiglia, mentre la ricerca del Sigillo Infernale obbliga a ricomporre una verità frammentata attraversando entrambe le dimensioni. La tensione nasce quindi soprattutto dall’incertezza e dalla sensazione che gli ambienti conoscano il protagonista meglio di quanto lui stesso voglia ammettere.
Per One O One Games si tratta di un nuovo capitolo nel percorso dedicato alle esperienze narrative e psicologiche. Lo studio romano sta lavorando anche a Curse of the Crimson Stag, altra avventura fondata su mistero, memoria e ambienti progressivamente più inquietanti, mentre in The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline il riferimento alla cultura italiana diventa il fondamento stesso dell’incubo. Qui l’Inferno non attende Gabriele alla fine della discesa: prende forma poco alla volta nella casa, nei ricordi e nell’eredità che porta nel sangue.


