Bitmap Books ha annunciato The Arcade 1971–1999: The Stories Behind Classic Coin-Ops, Told by Their Creators, nuovo volume firmato dal giornalista Paul Drury e dedicato alla storia delle sale giochi dagli inizi degli anni Settanta fino alla fine del secolo. Il libro sarà disponibile dal 1º ottobre e raccoglie in 408 pagine anni di interviste, fotografie personali, schizzi, appunti di programmazione e altri materiali provenienti direttamente dagli autori che hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione dell’industria arcade.
Per Bitmap Books si tratta di un’altra operazione di ricostruzione storica dopo volumi più concentrati su singole serie, come Fatal Fury/Garou Densetsu: The Ultimate History. Questa volta lo sguardo è molto più ampio: Drury prende in esame 120 coin-op e lascia che siano soprattutto programmatori, designer, artisti e musicisti a raccontare come alcuni dei giochi più importanti della loro epoca siano passati da semplici idee a macchine capaci di riempire intere sale.
Da Pong a Q*bert, la storia raccontata da chi c’era
Il volume ripercorre episodi che appartengono ormai alla mitologia del medium, dalla prima installazione di Pong all’Andy Capp’s Tavern alle origini di Ms. Pac-Man, passando per la creazione di Donkey Kong e le particolari soluzioni escogitate per dare personalità a Q*bert. L’obiettivo non è costruire una semplice cronologia, ma ricostruire i processi creativi e tecnici che accompagnarono la trasformazione dell’arcade da esperimento elettronico a fenomeno culturale globale.
Accanto alle testimonianze trovano spazio fotografie private, note di sviluppo e concept art, compresi materiali concessi da The Strong National Museum of Play relativi a produzioni Atari come Star Wars, Paperboy e Gauntlet. Una prospettiva diversa, ma complementare, rispetto a progetti come The Last Game Centers – Black Label, che ha invece documentato attraverso la fotografia gli spazi fisici e l’atmosfera delle sale giochi giapponesi sopravvissute al passare del tempo.
Tre decenni di creatività prima del tramonto del coin-op
Paul Drury ha costruito il libro a partire da circa vent’anni di ricerca e conversazioni con figure che hanno segnato l’arcade occidentale e giapponese. La prefazione è firmata dal cofondatore di Atari Nolan Bushnell, mentre Eugene Jarvis, autore di Defender e Robotron, firma il testo conclusivo. Tra le altre testimonianze figurano anche quelle di Al Alcorn, creatore di Pong, ed Ed Logg, legato a titoli come Asteroids e Gauntlet.
L’arco temporale scelto si chiude nel 1999, quando console e computer domestici avevano ormai ridimensionato il ruolo centrale delle sale giochi, senza però cancellarne l’influenza. Quel patrimonio continua infatti a riemergere attraverso raccolte, riedizioni e hardware dedicato, come dimostra anche il recente ritorno dell’esperienza arcade attraverso Atari Gamestation. The Arcade 1971–1999 prova invece a conservare soprattutto le storie delle persone dietro quei cabinati, raccontando un’epoca nella quale limiti tecnici molto rigidi finirono spesso per produrre alcune delle idee più riconoscibili della storia dei videogiochi.


