Dopo oltre quattro anni di sviluppo, The Blood of Dawnwalker è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam. Il primo progetto di Rebel Wolves, pubblicato da Bandai Namco Entertainment e realizzato con Unreal Engine 5, apre così le porte della Valle Sangora, regione immaginaria dei Carpazi nella quale guerre e pestilenze hanno permesso ai vampiri di emergere dall’ombra e assumere il controllo di una popolazione ormai allo stremo.
Al centro dell’avventura c’è Coen, giovane trasformato in un Vesperale e costretto a vivere tra due nature: umano durante il giorno e vampiro dopo il tramonto. Il recente trailer di lancio aveva già preparato la resa dei conti con Brencis, signore dei vampiri che domina la regione, ma l’obiettivo personale di Coen resta salvare la propria famiglia. Il modo in cui riuscirà a farlo dipenderà dalle decisioni prese lungo il cammino, dalle alleanze costruite e soprattutto da come verrà impiegato il poco tempo a disposizione.
Giorno e notte cambiano Coen e le sue possibilità
La doppia natura del protagonista non serve soltanto alla costruzione narrativa. Durante il giorno Coen combatte principalmente con la spada e può ricorrere alle arti magiche, mentre di notte emergono capacità sovrannaturali da vampiro che modificano movimento, combattimenti e possibilità di esplorazione. Rebel Wolves aveva approfondito proprio il rapporto tra Coen, il tempo e i combattimenti, mostrando come le due forme offrano modi differenti per affrontare gli stessi problemi e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.
Anche la struttura delle missioni evita di trattare il mondo aperto come uno spazio nel quale ogni incarico possa essere completato senza conseguenze. La famiglia di Coen ha i giorni contati e intraprendere determinate attività fa avanzare il tempo, obbligando a scegliere chi aiutare, quali segreti inseguire e quali opportunità lasciare inevitabilmente indietro. L’assenza di tempo sufficiente per fare tutto diventa quindi parte del sistema narrativo: un incarico ignorato o una deviazione possono modificare il corso degli eventi tanto quanto una decisione presa direttamente durante una missione.
La Valle Sangora reagisce alle scelte del giocatore
Foreste, pianure, paludi, montagne e insediamenti medievali compongono una Valle Sangora nella quale l’esplorazione serve anche a ricostruire ciò che è accaduto prima dell’ascesa dei vampiri. Rovine e resti di civiltà precedenti nascondono informazioni sulla regione, mentre personaggi e fazioni possono diventare alleati oppure ostacoli a seconda delle decisioni compiute. La prima presentazione approfondita del gameplay aveva già mostrato questa libertà di approccio, mettendo in evidenza combattimento, esplorazione e conseguenze delle azioni del protagonista.
The Blood of Dawnwalker rappresenta anche il primo banco di prova per Rebel Wolves, studio cresciuto fino a circa 160 persone dopo essere nato da un piccolo gruppo guidato da Konrad Tomaszkiewicz. Più che costruire una semplice avventura vampiresca, il team ha legato identità del protagonista, scorrere del tempo e libertà narrativa allo stesso meccanismo: Coen può appartenere tanto al giorno quanto alla notte, ma non potrà essere ovunque né salvare tutti. È proprio questa impossibilità a trasformare ogni deviazione nella Valle Sangora in una scelta che può lasciare qualcosa alle spalle.


