The Colour Beyond: A Zeroth Kind porta l’orrore cosmico dentro la mente

Dieci giorni di vita possono sembrare pochi, soprattutto quando arrivano dopo la visione della propria morte e con un colore sconosciuto che inizia a deformare il mondo. The Colour Beyond: A Zeroth Kind è la nuova avventura horror cosmica di Infigo Games, prevista per il primo trimestre 2027 su PC tramite Steam. Il gioco unisce investigazione, racconto ramificato e una meccanica di intrusione mentale, costruendo la propria tensione attorno a una domanda piuttosto scomoda: quanto si può cambiare il destino prima di perdere ciò che resta della propria umanità?

La storia si apre con una premonizione di morte. Subito dopo, un colore ignoto concede al protagonista altri dieci giorni di vita e un potere capace di penetrare nella mente degli abitanti dell’isola di Haidong. Da qui prende forma un’indagine fatta di misteri, sospetti e trasformazioni, in cui ogni persona incontrata può essere una fonte di verità, una vittima, una minaccia o qualcosa che ha già iniziato a cambiare. The Colour Beyond: A Zeroth Kind lavora quindi su un orrore meno legato allo spavento immediato e più vicino alla contaminazione progressiva della percezione, dove capire troppo può diventare pericoloso quanto ignorare tutto.

Un’isola consumata da un colore impossibile

L’esplorazione si svolge in prima persona attraverso interazioni punta e clicca in 2D, inserite all’interno di fondali immersivi a 360 gradi. Il giocatore dovrà visitare luoghi diversi dell’isola, raccogliere prove, seguire gli spostamenti degli abitanti e valutare chi sta mentendo, chi nasconde qualcosa e chi potrebbe essere già stato alterato dal colore sconosciuto. L’ambiente stesso diventa parte dell’indagine, perché le anomalie non riguardano soltanto i personaggi, ma anche ciò che li circonda.

La ricerca degli indizi passa anche dall’osservazione delle trasformazioni anomale nello scenario. Analizzare ciò che accade intorno permette di capire dove il pericolo si sta diffondendo, mentre l’attenzione verso oggetti sospetti può rivelare piste nascoste o nuovi percorsi. È una struttura che sembra voler dare peso alla deduzione e alla lettura dello spazio, più che alla semplice raccolta meccanica di informazioni. L’orrore cosmico entra così nella forma stessa dell’indagine: il mondo non offre risposte limpide, ma segnali da interpretare prima che diventino irreversibili.

Intrusioni mentali, legami e destini divergenti

La meccanica più caratterizzante di The Colour Beyond: A Zeroth Kind è l’intrusione mentale. Gli abitanti dell’isola di Haidong non sono semplici testimoni o figure da interrogare, ma persone attraversate da paure, desideri, colpe e ossessioni. Entrare nei loro spazi mentali consente di leggere pensieri immediati e indifesi, usare gli indizi raccolti per guidarne le azioni, alterarne le decisioni o arrivare perfino a imporre la propria volontà. Il potere diventa quindi uno strumento investigativo, ma anche una soglia morale sempre più difficile da riconoscere.

La progressione ruota attorno all’equilibrio tra sanità mentale e mutazione. Restare lucidi permette di comprendere il mondo attraverso categorie ancora umane, mentre lasciarsi contaminare garantisce nuovi sensi, nuovi indizi e capacità più forti di interferire con la realtà e con gli altri. Ogni scelta oltre il limite può però corrompere il giudizio, deformare i rapporti e chiudere possibilità che appartenevano ancora alla sfera dell’umano. Anche i compagni seguono questa logica instabile: non sono alleati completamente affidabili, hanno segreti, obiettivi e punti di rottura, e possono diventare un sostegno prezioso o la variabile più pericolosa dei dieci giorni concessi. In questo intreccio di indagine, controllo e perdita di sé, The Colour Beyond: A Zeroth Kind punta a fare dell’orrore cosmico non soltanto un tema, ma una lenta erosione delle decisioni del giocatore.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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