The Drawratos porta scarabocchi e imbrogli al tavolo da poker

Cambiare un sei in un asso disegnandoci sopra e sperare che nessuno se ne accorga: è su questo genere di scorrettezza perfettamente prevista dalle regole che si costruisce The Drawratos, nuovo progetto sviluppato da Sliva Group e pubblicato da Targem Games. Il titolo propone partite di poker per un massimo di quattro giocatori nelle quali le carte possono essere manipolate direttamente durante la mano, trasformando il bluff in qualcosa di molto più concreto. Il gioco è previsto su PC tramite Steam, mentre al momento non è stata comunicata una data di uscita.

Al tavolo si riunisce una famiglia di ratti poco incline al rispetto delle regole, impegnata a contendersi formaggio attraverso mani costruite tanto con le carte quanto con l’inganno. Ogni partecipante riceve due carte sulle quali può intervenire disegnando un seme e un valore fittizi: la difficoltà consiste nel rendere la modifica sufficientemente credibile da convincere gli altri giocatori che quella carta sia autentica. Ne nasce una formula in cui il poker tradizionale diventa soprattutto la base per un gioco di osservazione, sospetto e manipolazione.

The Drawratos porta scarabocchi e imbrogli al tavolo da poker

Ogni carta può diventare quella giusta

Le carte costituiscono il principale strumento di inganno di The Drawratos. Modificandone graficamente valore o seme è possibile creare combinazioni che, almeno in apparenza, migliorano la propria mano, con il rischio costante che qualcuno individui l’alterazione. Non basta quindi scegliere quale carta falsificare: il disegno deve essere abbastanza convincente da sopravvivere allo sguardo degli avversari, soprattutto quando una trasformazione troppo ambiziosa potrebbe tradire immediatamente il tentativo di frode.

La componente di bluff si estende così oltre le consuete dinamiche del poker. I partecipanti possono cercare di confondere gli altri durante la mano, intervenire sulle proprie carte e sfruttare la convinzione che al tavolo stia circolando qualcosa di autentico. Alleanze momentanee e fiducia hanno inevitabilmente vita breve: un giocatore che sembra collaborativo in una mano può diventare quello da smascherare nella successiva, soprattutto quando è in palio una quantità di formaggio abbastanza consistente da giustificare qualche piccolo tradimento familiare.

The Drawratos porta scarabocchi e imbrogli al tavolo da poker

Il formaggio decide chi resta al tavolo

Ogni partita comincia con una scorta di formaggio che funziona come risorsa da rischiare e sottrarre agli avversari. Scoprire correttamente una carta contraffatta consente di appropriarsi di parte delle riserve del responsabile, mentre essere sorpresi durante un bluff produce l’effetto opposto. Una mano particolarmente fortunata può quindi cambiare rapidamente gli equilibri del tavolo, ma un inganno mal costruito rischia di trasformarsi in una perdita ben più dolorosa della semplice sconfitta della combinazione.

Esaurire completamente il formaggio significa inoltre abbandonare la competizione e diventare un fantasma, costretto a osservare gli altri ratti mentre continuano a mentirsi a vicenda. Le partite possono riunire fino a quattro persone, invitando direttamente gli amici oppure entrando in lobby aperte, con chat vocale integrata a sostenere una struttura evidentemente costruita sul confronto diretto e sulle reazioni degli altri partecipanti. Più che sulla complessità del poker, The Drawratos sembra quindi puntare sul piacere di falsificare una carta sotto il naso degli avversari e riuscire, almeno per qualche mano, a farla franca.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento