The Memphis Chronicles attraversa sogni, ricordi e fantasmi da gennaio 2027

Un viaggio in canoa finito male, un lago da cui riemergere e, dall’altra parte, una città che sembra conoscere molto più del protagonista di quanto dovrebbe. The Memphis Chronicles è il primo videogioco di High Road Stories, studio berlinese attivo dal 2018 nel campo delle esperienze immersive, e arriverà su PC tramite Steam nel gennaio 2027. Una demo sarà disponibile dal 5 ottobre, in vista dell’Haunted House FearFest Looks Creepy Cool Showcase e dello Steam Next Fest, mentre una versione VR per Meta Quest è prevista successivamente nel corso del 2027.

L’avventura in prima persona porta il giocatore in una Memphis immaginaria costruita come un luogo tra mondi, popolato da oggetti carichi di memorie, strade stranamente familiari e incontri che oscillano tra quotidiano, assurdo e inquietante. Nel corso del viaggio compaiono un elefante, demoni vestiti con impeccabile eleganza, un piromane difficile da rintracciare e un profeta senza fissa dimora, ma l’elemento più importante resta il modo in cui ogni frammento comincia progressivamente a collegarsi agli altri. Più si esplora, più la città diventa personale, fino a trasformare la ricerca di una spiegazione in una riflessione su ciò che si decide di guardare e, soprattutto, su ciò che viene lasciato indietro.

The Memphis Chronicles attraversa sogni, ricordi e fantasmi da gennaio 2027

Una città che non indica cosa sia importante

High Road Stories costruisce The Memphis Chronicles attorno alla curiosità e all’attenzione del giocatore, evitando di segnalare continuamente quali elementi meritino interesse. Alcune porte si chiudono definitivamente alle spalle e ciò che viene ignorato può andare perduto per sempre, imponendo un avanzamento nel quale le omissioni hanno un peso pari alle scoperte. L’obiettivo non è quindi soltanto attraversare gli ambienti, ma interpretarli, collegando dettagli, oggetti, dialoghi e piccole deviazioni senza poter contare su una lettura univoca della città.

Memphis nasce da una stratificazione di storia, cultura, arte e immaginazione, con riferimenti che vanno dalle tradizioni rituali occidentali alle filosofie orientali passando per Carl Jung, il burattinaio Richard Teschner, i collage surrealisti di Joseph Cornell, Peter Pan e i funerali jazz di New Orleans. Lo studio cita inoltre un approccio vicino allo spirito di David Lynch, interessato non tanto a fornire una spiegazione definitiva quanto a lasciare emergere associazioni personali. Questa impostazione attraversa anche minigiochi, dettagli ambientali, Easter egg e influenze musicali, facendo della città stessa il principale terreno d’indagine.

The Memphis Chronicles attraversa sogni, ricordi e fantasmi da gennaio 2027

Una storia sulla chiusura dei conti e su ciò che resta

La vicenda ruota in profondità attorno al tema della conclusione e del distacco, con una prospettiva del giocatore neutra rispetto al genere e una trama principale legata a una complessa figura materna e a rapporti familiari non convenzionali. I dialoghi sono interpretati da quattordici attori appartenenti a dieci nazionalità, con Megan Gay e Colin Griffiths-Brown nei ruoli principali, mentre la colonna sonora originale è firmata dal compositore Phivos-Angelos Kollias. High Road Stories mantiene inoltre il proprio equilibrio tra umorismo oscuro e una visione comunque vitale dell’esperienza umana, già presente nei precedenti lavori immersivi dello studio.

All’interno del cinema di Memphis sarà persino possibile assistere a Scenes from Allen’s Last Three Days on Earth as a Spirit, documentario di circa un’ora diretto da Jonas Mekas e dedicato alla morte e al funerale del poeta buddhista Allen Ginsberg, i cui temi risuonano nell’intera esperienza. Dopo anni trascorsi tra installazioni interattive, XR e proiezioni immersive, Harmke Heezen e Mike Robbins condensano così molte delle idee già esplorate in passato in un unico spazio digitale. The Memphis Chronicles sembra voler fare esattamente questo: lasciare che la città continui a insinuarsi nella memoria anche quando il giocatore crede di averla già capita.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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