Le porte dell’oltretomba si aprono anche su console con The Necromancer’s Tale, gioco di ruolo narrativo in stile gotico ora disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. Ambientato in un regno alternativo del XVIII secolo, vicino a Venezia, il titolo mette al centro una vicenda cupa di conoscenza proibita, ambizione sociale e progressiva discesa nella follia, costruita attorno alla figura di un nobile minore che abbraccia la necromanzia in cerca di potere e vendetta.
L’esperienza combina racconto ramificato, dialoghi basati sulle conseguenze e combattimenti tattici a turni, alternando le manovre politiche dell’alta società alla costruzione di un esercito di non morti. Di giorno si trattano favori, segreti e ricatti tra élite nobiliari; di notte si studiano rituali, si decifrano grimori e si evocano servitori dall’aldilà. Il risultato è un RPG che usa la necromanzia non solo come tema estetico, ma come motore narrativo e meccanico dell’intera avventura.
Un nobile, un libro proibito e un potere da controllare
In The Necromancer’s Tale il percorso del protagonista passa attraverso rituali oscuri, diplomazia, coercizione e seduzione, in un mondo dove superstizione, scienza primitiva e magia nera convivono dentro la stessa cornice storica. La progressione non si limita alla crescita numerica del personaggio, ma riguarda anche il modo in cui il mondo reagisce alle sue decisioni. Ogni scelta può alterare relazioni, reputazione e conseguenze a lungo termine, fino a condurre a finali differenti.
La parte narrativa ha un peso centrale, con oltre 400.000 parole di testo e più di 180 personaggi non giocanti, ciascuno dotato di personalità e ritratto disegnato a mano. Il gioco punta quindi su una densità da racconto interattivo, nella quale conversazioni, indagini, alleanze e tradimenti diventano strumenti importanti quanto gli incantesimi. La necromanzia viene presentata come una pratica seducente e pericolosa: promette controllo sui morti, ma espone chi la esercita a fenomeni inquietanti e a una perdita sempre più concreta di lucidità.
Combattimenti tattici e controllo dei non morti
Il sistema di combattimento di The Necromancer’s Tale è basato su scontri a turni in cui il protagonista può comandare servitori non morti e sfruttare le conoscenze acquisite attraverso i rituali. Per chi preferisce concentrarsi soprattutto sulla componente narrativa, è prevista anche la possibilità di risolvere automaticamente alcune battaglie, mantenendo così un ritmo più vicino al racconto e all’esplorazione delle scelte.
La versione Nintendo Switch 2 introduce inoltre la funzionalità mouse, pensata per rendere più fluido il controllo tattico e avvicinare l’esperienza console alla precisione dell’interfaccia PC. Che si giochi in portatile o sullo schermo principale, l’obiettivo è mantenere leggibile la gestione delle unità, dei rituali e delle decisioni sul campo. L’arrivo su console amplia così il pubblico di un titolo che fa della stratificazione il proprio elemento distintivo: intrighi di corte, magia proibita, combattimenti, dialoghi e una lunga campagna da 25 a 50 ore, in base all’esplorazione e alle impostazioni scelte.
Con The Necromancer’s Tale, il fascino del gotico non passa soltanto da cripte, evocazioni e presenze macabre, ma dalla tensione tra desiderio di potere e prezzo personale da pagare. Il giocatore non è chiamato semplicemente a sconfiggere i propri nemici, ma a decidere fino a che punto spingersi per controllare ciò che, per natura, dovrebbe restare oltre il confine dei vivi.






