Le rovine, i rituali e i luoghi che continuano a trattenere il passato restano tra i territori più adatti all’orrore psicologico, e The Occultist sceglie proprio questa direzione per il suo debutto. Il gioco sviluppato da DALOAR e pubblicato da Daedalic Entertainment è ora disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, e conduce a Godstone, isola remota dove memorie sepolte, verità disturbanti e antichi rituali continuano a impregnare ogni muro, ogni sentiero e ogni edificio abbandonato.
L’impianto del gioco costruisce la tensione attraverso esplorazione, atmosfera e racconto ambientale, privilegiando un disagio costante rispetto all’impatto immediato. La paura prende forma nei dettagli, nei vuoti, nelle tracce lasciate da ciò che è accaduto prima, trasformando l’avanzata sull’isola in una discesa progressiva dentro uno spazio che conserva ancora il peso dei suoi eventi più oscuri.
Godstone, un luogo che non lascia andare il passato
In The Occultist Godstone non è solo lo scenario dell’avventura, ma il suo vero fulcro narrativo. Sentieri in rovina, angoli dimenticati e resti di vite precedenti definiscono un’isola che vive di presenza, eco e memoria, mantenendo costante la sensazione che qualcosa continui a sopravvivere sotto la superficie. È proprio questa densità ambientale a dare corpo all’inquietudine, facendo del luogo una forza attiva nel racconto.
Al centro del viaggio c’è Alan Rebels, protagonista chiamato a confrontarsi con eventi irrisolti e presenze che continuano ad affiorare tra le pieghe di Godstone. A doppiarlo in inglese è Doug Cockle, voce nota ai videogiocatori per Geralt di Rivia nella serie The Witcher, presenza che conferisce solidità e riconoscibilità a un percorso sempre più immerso nel perturbante.
Il pendolo e il suono come strumenti dell’orrore
Tra gli elementi più caratteristici dell’esperienza c’è il pendolo, strumento occulto che accompagna l’esplorazione e permette di rivelare tracce nascoste, segni del passato e passaggi legati a vite precedenti e ad avvenimenti oscuri. Non si limita a svolgere una funzione pratica, ma definisce anche l’identità stessa del gioco, legando la progressione a una dimensione rituale ed esoterica che attraversa tutta l’avventura.
A completare questo impianto interviene un comparto sonoro pensato per sostenere il peso atmosferico dell’esperienza. The Occultist affida infatti gran parte della propria tensione a un sound design ricco di sfumature e a una colonna sonora originale registrata con la Bratislava Symphony Orchestra, elemento che rafforza ulteriormente una costruzione dell’orrore basata su memoria, vulnerabilità e inquietudine crescente.




