The Occultist si mostra nel trailer di lancio, il viaggio a Godstone inizia l’8 aprile

Mancano pochi giorni all’uscita di The Occultist, e il nuovo trailer di lancio sceglie di accompagnare il gioco non tanto sul terreno dello shock immediato quanto su quello della tensione interiore. Il video, diffuso in vista del debutto dell’8 aprile 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, mette infatti al centro Alan Rebels, protagonista dell’avventura, intento a confrontarsi con appunti, ricordi e ombre che continuano a riportarlo all’isola di Godstone.

L’impostazione del filmato insiste proprio su questa dimensione sospesa tra memoria e presenza. Alternando sequenze cinematografiche realizzate in-engine, frammenti del passato e note personali, il trailer suggerisce che Godstone non sia soltanto il luogo in cui si svolge la vicenda, ma una forza che continua a esercitare pressione sul protagonista anche lontano dai suoi spazi. È un approccio coerente con la natura di The Occultist, che si presenta come un horror psicologico in prima persona costruito attorno all’esplorazione, alla vulnerabilità e a una tensione che sembra crescere più per accumulo che per improvvisa aggressione.

Alan Rebels e il peso dei ricordi

Uno degli elementi più evidenti del trailer è il tentativo di dare un volto e una voce molto precisi al punto di vista del protagonista. Alan Rebels viene infatti interpretato da Doug Cockle, attore noto soprattutto per aver dato voce a Geralt nella serie videoludica di The Witcher. In questo caso, però, il registro cambia completamente: non si tratta di accompagnare un eroe navigato e dominante, ma di sostenere una prospettiva sempre più oppressa, in cui il rapporto tra narrazione e fragilità personale sembra avere un ruolo centrale.

La scelta di puntare su una figura riconoscibile come Cockle rafforza dunque l’idea di un horror fortemente legato alla soggettività del personaggio. Più che presentare la vicenda come un semplice viaggio in un luogo maledetto, il trailer lascia intuire una discesa in qualcosa di più personale, dove senso di colpa, ricordi spezzati e presenze irrisolte si sovrappongono fino a rendere instabile la distinzione tra esperienza esterna e tormento interiore.

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Un horror lento, atmosferico e legato ai morti

Sul piano della struttura, The Occultist viene descritto come un’esperienza che fonde esplorazione in prima persona e psycho-horror a combustione lenta. L’obiettivo non sembra essere quello della sopraffazione costante o dell’azione serrata, ma piuttosto di un avanzamento scandito dall’atmosfera, dalla scoperta e dal rapporto con i morti, che nel gioco assumono un ruolo determinante. Aiutarli a trovare pace, infatti, non viene presentato come un gesto neutro, ma come un processo capace di avere conseguenze anche per i vivi.

In questo senso, il trailer di lancio funziona soprattutto come dichiarazione d’intenti. Invece di moltiplicare mostri o scene ad effetto, il video preferisce insistere su toni sommessi, ambienti carichi di memoria e una presenza inquieta che continua a riaffiorare. Per DALOAR, studio nato nel 2021 ma fondato su un’esperienza precedente nel campo della grafica e dello sviluppo, The Occultist sembra voler occupare una zona ben precisa dell’horror contemporaneo: quella in cui il terrore non nasce solo da ciò che si vede, ma da ciò che continua a non restare sepolto.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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