Non tutti gli horror hanno bisogno di urla improvvise o scosse sonore per creare disagio, e The Parking Garage sembra voler costruire la propria identità proprio attorno a questa idea. Marukereba Studio ha aperto la pagina Steam del gioco, presentandolo come un walking simulator horror in prima persona basato sull’osservazione di anomalie, con uscita prevista nella primavera del 2026 su PC. Il titolo conduce i giocatori in un parcheggio multipiano scarsamente illuminato, dove ogni piano va esaminato con attenzione per capire se qualcosa non torna.
La struttura è semplice ma studiata per trasformare un ambiente ordinario in una trappola psicologica. Si parte dall’8º piano e bisogna decidere, livello dopo livello, se sia presente un’anomalia: in quel caso si scende, in caso contrario si sale. Sette decisioni corrette consecutive permettono di raggiungere il 1º piano e aprire l’uscita, ma basta un solo errore per tornare al punto di partenza. È una formula che punta meno sullo spavento diretto e più sul logoramento dell’attenzione, facendo leva sulla sottile inquietudine generata da minime alterazioni del quotidiano.
Un parcheggio che cambia senza fare rumore
Uno degli elementi più interessanti del progetto è proprio il modo in cui trasforma uno spazio banalissimo in un luogo progressivamente estraneo. Il piano iniziale può apparire del tutto normale, ma già al passaggio successivo il garage comincia a cambiare in silenzio, insinuando il dubbio che qualcosa si sia spostato, deformato o semplicemente incrinato rispetto a pochi istanti prima. L’obiettivo non è sommergere il giocatore di eventi spettacolari, ma costringerlo a osservare meglio, fino a rendere sospetto perfino ciò che dovrebbe apparire neutro.
Marukereba Studio parla di 40 tipi di anomalie, con una rotazione studiata in modo che quelle già individuate correttamente non si ripresentino finché non siano state scoperte tutte. Questo significa che ogni partita non serve solo a “superare” il parcheggio, ma anche a restringere progressivamente il campo delle variazioni ancora da trovare. Alcune saranno evidenti, altre molto più difficili da cogliere, e proprio questa distribuzione della difficoltà sembra essere il cuore dell’esperienza.
Un horror pensato anche per chi evita gli horror
Il tratto distintivo del gioco, però, resta la rinuncia completa ai jumpscare. La pagina Steam e il materiale promozionale insistono sul fatto che non ci saranno rumori improvvisi né shock costruiti per far sobbalzare il giocatore, ma piuttosto un senso di stranezza crescente, quasi contemplativo, che accompagna l’esplorazione. È una scelta interessante perché prova a intercettare anche quel pubblico incuriosito dall’horror ma poco disposto a tollerarne le forme più aggressive.
La durata contenuta, indicata tra i 15 minuti e le 2 ore per partita, rafforza ulteriormente questa impostazione: The Parking Garage sembra pensato come un’esperienza compatta, da ripetere più volte per stanare tutte le anomalie e vedere fino a che punto possa spingersi la sensazione di spaesamento. In un filone ormai sempre più popolato, il gioco di Marukereba Studio prova così a distinguersi non alzando il volume della paura, ma abbassandolo fino a renderla quasi impercettibile, e forse proprio per questo più insistente.







