The Tale of Mara & Moa porta l’avventura alla Zelda nel cuore del Brasile

Foreste tropicali, paludi, spiagge assolate e rovine dimenticate prendono il posto dei consueti castelli fantasy in The Tale of Mara & Moa, action adventure sviluppato dal team brasiliano Cabana Game Studio e pubblicato da Qubyte Interactive. Il progetto guarda apertamente ai classici degli anni ’90 come The Legend of Zelda: Ocarina of Time, affiancandoli a riferimenti più recenti come Tunic e Death’s Door, ma costruisce la propria identità attorno alle culture native del Brasile e alle rispettive tradizioni mitologiche. L’uscita è prevista nel 2027 su PC tramite Steam, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox e Nintendo Switch, mentre la demo è già disponibile su Steam.

I protagonisti sono Mara e Moa, due giovani fratelli indigeni che risvegliano accidentalmente un’antica ombra chiamata Charía e devono quindi cercare gli Spiriti della Foresta per salvare il proprio villaggio. Il viaggio conduce attraverso un’isola ricca di zone interconnesse e di tracce della dimenticata civiltà Oripi, alternando combattimenti, enigmi, esplorazione e ricerca di percorsi nascosti. Per Qubyte Interactive si tratta di un’altra produzione legata alla scena indipendente latinoamericana, dopo progetti come Deep Deep Nightmare, sviluppato dallo studio brasiliano Nato Games.

Mara e Moa combattono insieme, ma in modi molto diversi

Il sistema di combattimento ruota sul passaggio immediato tra i due protagonisti. Mara utilizza una borduna, tradizionale arma in legno, e concentra il proprio stile sui colpi pesanti, mentre Moa sfrutta una fionda per controllare gruppi di avversari e combattere dalla distanza. Nel corso dell’avventura è possibile apprendere nuove abilità, ottenere le benedizioni degli Spiriti e incanalare i poteri del Sole e della Luna, costruendo strategie differenti in base alla situazione.

L’esplorazione porta inoltre a incontrare figure ispirate alle mitologie dei popoli nativi brasiliani, tra cui Anhangá e gli spiriti-serpente gemelli Norato e Caninana. Boss nascosti, talismani e nuove tecniche incentivano a deviare dal percorso principale, mentre le risorse raccolte servono per potenziare gli strumenti e ampliare progressivamente le possibilità offerte dai due personaggi. La scelta di utilizzare il folklore locale come fondamento del mondo distingue il progetto dalle ambientazioni fantasy più tradizionali, pur mantenendo riconoscibile la struttura dell’action adventure classico.

La cucina trasforma gli ingredienti brasiliani in potenziamenti

Anche il sistema culinario contribuisce alla caratterizzazione dell’ambientazione. Durante l’esplorazione si raccolgono ingredienti come açaí, guaraná, tapioca e manioca, che possono essere combinati per preparare ricette con effetti differenti su potenza e velocità. A questi sistemi si aggiungono pesca, raccolta delle risorse e numerosi segreti disseminati sull’isola, compresi abbinamenti culinari poco ortodossi che possono comunque produrre qualcosa di utile. La struttura punta così a mantenere sempre una ragione per controllare una deviazione, tornare in una zona precedente o sperimentare con ciò che si è trovato.

La colonna sonora originale è composta da Arlam Júnior di Brasbravel Studio, mentre il tema principale è stato eseguito dal Deutsches Filmorchester Babelsberg. The Tale of Mara & Moa si inserisce così nel crescente catalogo di produzioni indipendenti sostenute da Qubyte Interactive, che comprende anche Curse Rounds, sviluppato dal team brasiliano Tentacles Interactive, e Hannah, nato invece nello studio messicano SpaceBoy. Qui, però, il richiamo ai grandi action adventure serve soprattutto come punto di partenza per raccontare un paesaggio e un patrimonio mitologico raramente messi al centro del genere.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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