The Wilds of Dacrima arriverà il 12 maggio tra alchimia, fisica e puzzle vittoriani

C’è una certa tradizione di giochi che usano la fisica come semplice strumento per complicare un enigma, ma The Wilds of Dacrima: Field Notes from a Poorly Supervised Alchemist and His Unruly Clockwork Companion sembra volerle affidare un ruolo molto più centrale, quasi narrativo. Antler Studios ha fissato al 12 maggio 2026 il debutto del progetto su PC attraverso Steam ed Epic Games Store, accompagnando l’annuncio con un nuovo trailer che mette in evidenza il tono dell’avventura, il peso dell’alchimia emergente e una struttura esplorativa che punta molto sulla verticalità degli ambienti. Il gioco si presenta come un puzzle adventure in 3D ambientato in un mondo d’ispirazione vittoriana dove la prudenza, a quanto pare, non è mai stata considerata una priorità.

Il protagonista è Edric Tayte, alchimista tutt’altro che impeccabile chiamato a esplorare una natura indomita per rintracciare l’origine di una misteriosa piaga. La sua spedizione, però, non passa attraverso strumenti convenzionali o soluzioni lineari. Il cuore dell’esperienza sembra infatti stare nella raccolta di ingredienti e nella preparazione di pozioni instabili, capaci di alterare la gravità, creare passaggi improvvisati e interagire con antichi meccanismi disseminati tra rovine e tecnologie steampunk divorate dalla vegetazione. Da questo impianto nasce un’avventura che promette di legare esplorazione, sperimentazione e improvvisazione in modo molto stretto.

Pozioni, gravità e soluzioni tutt’altro che ortodosse

L’elemento più interessante di The Wilds of Dacrima è probabilmente il suo approccio agli enigmi. Invece di affidarsi a interruttori, leve e combinazioni già leggibili, il gioco sembra voler spingere il giocatore a osservare l’ambiente, raccogliere materiali e capire quale miscela possa produrre l’effetto giusto nel momento giusto. Non si tratta solo di risolvere un puzzle, ma di costruire la soluzione, quasi sempre in equilibrio tra intuizione e rischio di mandare tutto in aria. È una differenza importante, perché sposta il baricentro del ragionamento dalla lettura passiva del problema alla manipolazione attiva del mondo.

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La fisica, in questo quadro, non appare come semplice abbellimento tecnologico ma come una vera complice del sistema. Le pozioni possono piegare le regole naturali, modificare i percorsi e aprire strade inattese, ma lo stesso comunicato lascia intendere che non tutte le interazioni porteranno a risultati puliti o controllabili. Ed è proprio qui che il progetto potrebbe trovare la propria identità più forte: nell’idea che il fallimento spettacolare, l’esperimento andato storto e l’imprevisto facciano parte del divertimento tanto quanto la soluzione corretta.

Un viaggio verticale tra wilderness, rovine e ironia

Accanto all’alchimista c’è L-PIN, unità clockwork incaricata di assisterlo ma apparentemente dotata anche di una certa inclinazione al commento poco utile e al caos involontario. Questa presenza sembra servire non solo ad accompagnare la progressione, ma anche a definire il tono del gioco, che punta con decisione su una vena ironica molto britannica. In un’avventura potenzialmente dominata da rovine antiche, malattia e tecnologia decadente, avere accanto un compagno meccanico pronto a criticare o complicare le cose può diventare il contrappunto ideale per evitare che tutto scivoli in una cupezza troppo uniforme.

Il mondo di The Wilds of Dacrima viene inoltre descritto come non lineare e fortemente verticale, popolato da strutture steampunk sommerse dalla vegetazione e da paesaggi da attraversare in altezza, ponte dopo ponte, soluzione dopo soluzione. È una promessa che lascia intravedere un gioco interessato non soltanto agli enigmi isolati, ma al modo in cui lo spazio stesso viene compreso e riconquistato. A sostenere questa atmosfera contribuirà anche la colonna sonora originale di Alex Schiff, pensata per accompagnare un viaggio che sembra voler tenere insieme meraviglia, goffaggine, pericolo e un gusto molto preciso per l’assurdo. Dopo sei anni di sviluppo, Antler Studios prepara così un debutto che non punta sulla spettacolarità pura, ma su una formula più curiosa: un’avventura dove l’alchimia è insieme linguaggio, sistema e fonte costante di guai.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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