Governare una polis significa garantire cibo, lavoro e servizi ai cittadini, ma in Theos: Cities of Myth bisognerà anche evitare di irritare qualche divinità particolarmente suscettibile. Il city builder di Triskell Interactive e Dotemu uscirà il 4 novembre 2026 su PC tramite Steam. La data è stata annunciata con un nuovo trailer di gameplay che torna a mostrare la reinterpretazione moderna dei gestionali cittadini classici realizzata dagli autori di Pharaoh: A New Era.
Theos: Cities of Myth era stato presentato a giugno come un ritorno alla tradizione dei city builder storici degli anni Duemila, trasferita però in un’Antica Grecia nella quale mito e storia convivono senza troppe distinzioni. Ogni città viene consacrata a una delle sette principali divinità disponibili e deve crescere conciliando i bisogni della popolazione con quelli del proprio protettore, fino a trasformarsi da piccolo insediamento in una metropoli capace di attirare personaggi storici e figure leggendarie.
Una polis deve funzionare anche quando gli dèi osservano
La costruzione parte dalla rete stradale e dalle catene di approvvigionamento. Mercati, magazzini, strutture produttive, scuole di filosofia, teatri e templi devono essere organizzati in modo da garantire ai cittadini un accesso efficiente a beni e servizi, mentre le risorse in eccesso possono alimentare il commercio. Il precedente approfondimento sul gameplay aveva già mostrato come il Santuario rappresenti il centro religioso e urbanistico dell’insediamento, insieme agli strumenti pensati per rendere più controllabili i percorsi degli abitanti.
La divinità prescelta cambia però anche la direzione dello sviluppo. Atena favorisce una polis votata alla cultura, Ermes può sostenere commercio e prosperità, Ares spinge verso un’impostazione più militare e Poseidone accompagna l’espansione marittima. Zeus, Era e Dioniso completano un pantheon nel quale costruire templi e soddisfare richieste divine permette di ottenere benedizioni e attirare eroi, filosofi e altre figure prestigiose. Aristotele e Socrate possono così diventare parte della vita cittadina accanto a personaggi provenienti direttamente dalla mitologia.
Colonie, diplomazia e battaglie oltre le mura
La crescita non si fermerà ai confini della città. Sarà possibile fondare colonie per sostenere la produzione, aprire rotte commerciali e confrontarsi con altre città-stato che continueranno a evolversi in parallelo, reagendo alle decisioni del giocatore e modificando l’equilibrio regionale. Diplomazia e alleanze potranno risolvere parte dei problemi, ma gli eserciti serviranno sia a difendere il territorio e sostenere gli alleati sia a conquistare gli insediamenti rivali attraverso battaglie in tempo reale.
Accanto alle avventure sarà presente una modalità sandbox dedicata a chi preferisce concentrarsi liberamente sulla costruzione e sull’espansione. Triskell Interactive riprende quindi l’esperienza accumulata con Pharaoh: A New Era, ma amplia la formula con divinità che influenzano concretamente lo sviluppo e vicini che non restano immobili ad aspettare. In Theos: Cities of Myth una polis efficiente potrà diventare il centro economico, culturale o militare della regione; resta soltanto da ricordare che, sopra ogni piano urbanistico ben riuscito, c’è sempre un dio pronto a giudicarlo.
