Ci sono simulatori che cercano il realismo assoluto e altri che preferiscono partire da un lavoro ordinario per poi deformarlo fino al grottesco. Toll Booth Simulator appartiene chiaramente alla seconda categoria. Il titolo sviluppato dal solo autore di SifDev, studio con base in Azerbaigian, e pubblicato da Ultimate Games debutterà il 27 aprile su PC, portando i giocatori dentro una cabina di pedaggio piazzata lungo un’autostrada nel deserto. Da lì, però, il gioco comincia subito a deviare dalla routine: controllare passaporti, riscuotere il pedaggio e decidere chi può passare resta il nucleo di partenza, ma attorno a questo impianto si accumulano progressivamente elementi di sopravvivenza, gestione della base e situazioni apertamente assurde.
L’idea sembra essere quella di prendere la monotonia del lavoro ripetitivo e trasformarla in una miccia narrativa e sistemica. Il pedaggio non è soltanto un posto di lavoro, ma il centro di un piccolo mondo instabile in cui possono entrare in scena personaggi eccentrici, eventi imprevedibili e attività che vanno ben oltre la semplice barriera da alzare. In questo senso, Toll Booth Simulator prova a costruire la propria identità proprio sul contrasto tra il gesto meccanico del controllo e una spirale di follia sempre più marcata.
Una cabina di pedaggio come centro di un piccolo mondo impazzito
Alla base del gioco c’è una struttura immediatamente leggibile: il giocatore deve lavorare al casello, verificare documenti, incassare denaro e filtrare il traffico. È un impianto che richiama certi simulatori burocratici, ma qui il tono appare molto meno rigido e più orientato alla commedia stralunata. Il deserto che circonda la postazione non fa da semplice fondale, perché diventa uno spazio da vivere, esplorare e sfruttare, allargando la giornata lavorativa in direzioni sempre più strane.
Il mondo di Toll Booth Simulator viene infatti descritto come popolato da personaggi diversi, ciascuno con i propri comportamenti e piccole storie, con cui sarà possibile incrociarsi anche al di fuori del lavoro al casello. Da qui nasce un gioco che non sembra voler restare chiuso nella sola cabina, ma trasformarsi in una sorta di microcosmo desertico dove la normalità dura poco e ogni nuovo incontro può aprire un evento inatteso. La promessa, più che quella del realismo, è quella di una progressiva perdita di equilibrio.
Frutti mutanti, cocktail improbabili e una base da far crescere
L’elemento più curioso del progetto sta però nella quantità di attività che si affastellano attorno al lavoro principale. In condizioni desertiche si potranno coltivare frutti bizzarri, usarli per preparare drink dagli effetti imprevedibili e venderli, in un sistema che aggiunge alla simulazione componenti da farming e da gestione. Il comunicato lascia intuire anche la presenza di azioni meno legali, senza entrare troppo nel dettaglio, ma abbastanza da suggerire che il gioco voglia spingere il giocatore verso una zona grigia dove opportunismo e caos si mescolano liberamente.
A questo si aggiungono la possibilità di assumere dipendenti, guidare un’auto, esplorare i dintorni, arredare e migliorare la propria base, perfino uscire con qualcuno o adottare animali domestici. È una lista di attività volutamente sovraccarica, che potrebbe sembrare dispersiva se letta in astratto, ma che appare coerente con la natura stessa di Toll Booth Simulator: un gioco che vuole prendere un mestiere marginale e trasformarlo nel punto di partenza per una commedia gestionale sempre più fuori controllo. Anche per questo il progetto, pur partendo da una premessa minima, sembra avere un’identità piuttosto chiara.
Con l’uscita PC ormai vicina e i piani già dichiarati per PlayStation 5 e Xbox Series X|S, Toll Booth Simulator si presenta quindi come uno di quei titoli difficili da classificare in modo pulito, ma proprio per questo capaci di attirare curiosità. Più che un semplice simulatore, sembra un gioco interessato a raccontare la deriva di una quotidianità ordinaria trasformata poco alla volta in teatro di mutanti, affari strani e totale assurdità. E in un mercato pieno di simulatori sempre più prevedibili, non è poco.






