Tomb Raider: Legacy of Atlantis torna nelle tombe d’Egitto tra misteri e divinità

L’Egitto torna al centro di Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Amazon Game Studios e Crystal Dynamics hanno pubblicato un nuovo episodio della serie di mini-documentari dedicata alla realizzazione della reinterpretazione del classico del 1996, questa volta concentrato sul livello mostrato durante il più recente Nintendo Direct. Il gioco arriverà il 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam.

L’obiettivo rimane quello di conservare i luoghi riconoscibili dell’originale senza limitarsi a ricostruirli scena per scena. Jeff Adams, Experience Director di Crystal Dynamics, ha spiegato che molti ambienti torneranno familiari ai veterani, ma saranno accompagnati da deviazioni e nuove soluzioni pensate per ampliare la storia. È lo stesso principio già applicato alla reinterpretazione delle rovine greche, dove struttura, enigmi e dimensioni degli scenari sono stati ampliati pur mantenendo riconoscibile la matrice del 1996.

L’Egitto porta Lara ancora più vicino all’ignoto

Nel viaggio originale, l’Egitto rappresentava uno dei momenti in cui la fantasia archeologica di Tomb Raider emergeva con maggiore forza. Tombe, sale monumentali e luoghi di culto mescolavano riferimenti alla religione dell’antico Egitto con elementi mitologici creati appositamente per l’avventura. Legacy of Atlantis vuole recuperare proprio questa sensazione, trasformando il passaggio attraverso le rovine in una progressiva discesa verso qualcosa di più antico e misterioso rispetto a quanto Lara immaginasse all’inizio della spedizione.

John Stafford, Narrative Director di Crystal Dynamics, descrive l’Egitto come un ulteriore passo verso l’ignoto, segnato dalla monumentalità e dal rapporto con un passato rimasto nascosto per millenni. Il nuovo episodio della serie di approfondimenti insiste inoltre sull’uso della luce e sull’esplorazione con la torcia, suggerendo ambienti nei quali oscurità e visibilità diventeranno parte della lettura dello spazio. Un lavoro che prosegue la modernizzazione già mostrata nei precedenti filmati dedicati ai movimenti e all’esplorazione di Lara Croft.

Ricostruire il 1996 senza trasformarlo in una semplice replica

La nuova versione ripercorrerà le tappe fondamentali della prima avventura, dalle giungle del Perù alle rovine della Grecia, passando per i deserti egiziani fino all’isola legata al mistero di Atlantide. Il filo conduttore rimane la ricerca dei frammenti dello Scion, ma Crystal Dynamics sta utilizzando la maggiore scala degli ambienti e i nuovi sistemi per inserire percorsi, enigmi e momenti narrativi che non erano possibili nell’originale. Anche personaggi storici come Jacqueline Natla sono stati ripensati all’interno di questa rilettura.

L’Egitto rappresenta quindi un buon banco di prova per capire fino a che punto Tomb Raider: Legacy of Atlantis intenda spingersi oltre il ricordo. Le tombe e le divinità devono essere abbastanza familiari da riportare immediatamente al viaggio del 1996, ma anche sufficientemente nuove da restituire quel senso di scoperta che accompagnava Lara quando nessuno sapeva ancora cosa potesse nascondersi dietro la porta successiva. È una tensione tra memoria e sorpresa che accompagna l’intero progetto e che, nelle profondità delle tombe egizie, potrebbe trovare uno dei suoi momenti più rappresentativi.

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