Treeplanter arriva il 17 aprile su Steam, e per ogni copia venduta verrà piantato un albero vero

Tra i cozy game in arrivo ad aprile, Treeplanter prova a distinguersi con una formula semplice ma molto riconoscibile. Il gioco debutterà il 17 aprile su PC e Mac tramite Steam, pubblicato da Future Friends Games, e invita a costruire piccoli boschi interattivi osservandone l’evoluzione nel corso delle stagioni. A rendere il progetto ancora più particolare c’è però la promessa del suo autore, Henry Driver: per ogni copia venduta verrà piantato un albero vero.

Il cuore dell’esperienza è quello di una toybox naturale pensata per sessioni brevi o per momenti più distesi, senza pressioni né obiettivi invasivi. Il giocatore assembla un piccolo ecosistema boschivo con un approccio quasi da costruzione modulare, mentre animali, piante e creature procedurali cominciano gradualmente a popolare il paesaggio. È una proposta che guarda chiaramente a quel filone di giochi contemplativi e creativi dove il piacere nasce più dall’osservazione e dalla composizione che dalla sfida tradizionale.

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Un sandbox naturale che punta su calma, stagioni e curiosità

Il progetto viene descritto come un piccolo mondo boschivo interattivo, costruito con una logica “lego-like” che permette di modellare il proprio angolo di foresta in modo intuitivo. Il cambiamento delle stagioni ha un ruolo centrale nel ritmo del gioco, così come la comparsa graduale di uccelli, piante e altri elementi naturali che rendono il bosco sempre più vivo. L’idea non è quella di simulare in modo rigido l’ecosistema, ma di offrire un ambiente rilassante capace di trasmettere curiosità e senso della crescita.

Dietro Treeplanter c’è Henry Driver, sviluppatore indipendente e agricoltore di sesta generazione, che presenta il gioco anche come un tributo diretto al mondo naturale. Non è quindi soltanto un titolo “cozy” in senso estetico, ma un progetto che prova a tenere insieme sensibilità educativa, design accessibile e un’attenzione concreta per il paesaggio reale. La demo già disponibile su Steam permette peraltro di farsi un’idea abbastanza chiara del tono generale dell’opera.

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Dal gioco alla riforestazione, con un progetto già passato da scuole ed eventi

Uno degli aspetti più interessanti di Treeplanter resta la sua componente extra-videoludica. L’iniziativa “un albero per ogni copia” non viene presentata come semplice slogan promozionale: Driver spiega infatti che il progetto si lega a interventi reali che comprendono alberi, fiori selvatici, prati e frutteti comunitari, attraverso collaborazioni con scuole, fattorie, comunità locali e associazioni boschive. È una promessa che sposta il gioco su un terreno diverso da quello del solo marketing “green”, ancorandolo a un’attività concreta già dichiarata.

Anche il percorso di sviluppo racconta qualcosa di particolare. Treeplanter è nato infatti come progetto sostenuto dall’EU Social Fund per offrire esperienze reali di sviluppo a studenti giovani, ed è poi passato attraverso eventi pubblici, contesti educativi e test con pubblici molto diversi per età e profilo. Questa origine aiuta a spiegare perché il gioco sembri interessato non solo alla fruizione commerciale classica, ma anche a una circolazione più ampia in scuole, biblioteche e ambienti formativi.

Per Future Friends Games, già editore di titoli come Summerhouse, Tiny Aquarium e Gourdlets, l’uscita del 17 aprile aggiunge un’altra proposta coerente con una linea editoriale molto attenta alle esperienze piccole, accoglienti e fortemente identitarie. Nel caso di Treeplanter, però, c’è qualcosa in più: l’idea che un sandbox rilassante possa diventare anche un gesto tangibile verso il mondo che prova a rappresentare.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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