Il contrasto alla pirateria torna al centro dell’attenzione in Giappone grazie a un nuovo spot promosso dall’Agenzia per gli Affari Culturali, realizzato insieme alla campagna STOP! Manga Piracy. Il video punta su un linguaggio immediato e pop, richiamando decenni di immaginario condiviso per ricordare che il futuro di manga e anime passa anche da scelte apparentemente piccole, come leggere e guardare attraverso canali legali.
Un viaggio tra icone senza tempo, da Astro Boy a Luffy
La pubblicità costruisce il suo messaggio su una domanda provocatoria: “manga e anime riusciranno a salvarci tra cent’anni?”. Da qui prende forma una carrellata di protagonisti e simboli che hanno attraversato generazioni, chiamando in causa volti notissimi come Astro Boy, Luffy di One Piece, Gokū di Dragon Ball, Shōtarō Kaneda di Akira, Ryō Saeba di City Hunter, l’RX-78-2 Gundam di Mobile Suit Gundam e Tanjirō Kamado di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, affiancati da molte altre figure riconoscibili al primo sguardo.
Il colpo di scena, però, arriva in chiusura: non sono soltanto gli eroi a proteggere questo patrimonio culturale, ma soprattutto i lettori e gli spettatori, chiamati a sostenere l’industria con la fruizione ufficiale.
STOP! Manga Piracy, una campagna editoriale che parla anche all’Europa
Nata nel 2018 dall’unione di alcuni tra i maggiori editori giapponesi, tra cui Kadokawa, Kodansha, Shōgakukan e Shūeisha, STOP! Manga Piracy è diventata negli anni un simbolo della risposta coordinata contro la distribuzione illegale. L’iniziativa ha inoltre avuto un respiro internazionale, con campagne e messaggi pubblicati anche su quotidiani occidentali, inclusi quelli italiani.
Il nuovo spot si inserisce quindi in una strategia che non mira soltanto a “punire” la pirateria, ma a ribadire un concetto più ampio: dietro ogni opera, ogni autore e ogni personaggio amato esiste un ecosistema creativo che può continuare a crescere solo se sostenuto nel modo giusto.
Fonti consultate: Anime News Network.





