Vampire Crawlers porta il caos di Vampire Survivors in un dungeon crawler di carte

Dopo aver costruito un’identità fortissima attorno all’esplosione continua di nemici, numeri e build imprevedibili di Vampire Survivors, poncle prova a trasportare quella stessa filosofia in una forma diversa. Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors è disponibile su PC tramite Steam ed Epic Games Store, PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2, con versioni iOS e Android previste in seguito. Il progetto, sviluppato insieme a Nosebleed Interactive, prende l’energia delirante del marchio e la reinterpreta come un dungeon crawler roguelike fondato sulle carte, sui turni e sull’idea costante che ogni sistema vada piegato fino al limite.

La premessa resta essenziale ma efficace. Il viaggio comincia nel villaggio di Gorton, con il giocatore armato solo di un mazzo di carte e costretto a scendere nei dungeon per affrontare creature sempre più pericolose, accumulare nuovi strumenti e trasformare una partenza modesta in una corsa verso il totale squilibrio. L’obiettivo non sembra essere quello di riprodurre semplicemente l’effetto Vampire Survivors in un’altra veste, ma di trovare un nuovo spazio in cui la stessa logica di escalation, eccesso e libertà combinatoria possa funzionare ancora.

Un gioco a turni che rifiuta la lentezza

L’aspetto più interessante di Vampire Crawlers è il modo in cui affronta il combattimento a turni. Il sistema chiamato TurboTurn punta infatti a eliminare gran parte dell’attesa tradizionalmente associata a questo tipo di struttura, permettendo di concatenare azioni e vederle risolversi con grande rapidità. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un gioco che mantiene leggibilità strategica e pianificazione, ma evita quella sensazione di immobilità che spesso separa il ragionamento dall’impatto effettivo delle scelte.

Su questa base si innesta poi il deckbuilding vero e proprio. Esplorando i dungeon e sconfiggendo i nemici, si raccolgono nuove carte, si affinano le combo e si spinge il mazzo verso configurazioni sempre più aggressive. È qui che il gioco sembra voler esprimere il proprio carattere: non in una progressione prudente e controllata, ma nella costruzione di meccanismi sempre più estremi, dove l’efficacia nasce dall’accumulo di effetti, dall’incastro delle abilità e dal piacere di vedere una build andare oltre ciò che, in teoria, avrebbe dovuto fare.

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Party, reliquie e un sistema costruito per degenerare

A rendere più ricca la struttura ci pensa la possibilità di comporre un gruppo fino a tre personaggi, sovrapponendo capacità e funzioni diverse per generare effetti più grandi, sinergie più strane e corse che cambiano molto rapidamente tono. Il gioco promette inoltre reliquie capaci di sbloccare meccaniche nascoste e un sistema di progressione che lascia ampio spazio alla sperimentazione. Anche la figura dell’indovina, presente all’inizio delle run, rafforza questa impostazione, introducendo bonus e alterazioni che possono cambiare il passo della partita fin dai primi minuti.

L’intero progetto sembra quindi costruito attorno a una parola precisa: eccesso. Ma è un eccesso incanalato dentro regole leggibili, dove il divertimento nasce proprio dal vedere quanto lontano si possa spingere un sistema prima che collassi. Per poncle, Vampire Crawlers rappresenta una deviazione solo apparente: cambia il genere, cambia il ritmo, cambia la superficie, ma resta intatta la volontà di costruire giochi accessibili, generosi e capaci di trasformarsi in una macchina di nonsense perfettamente funzionante quando il giocatore trova le combinazioni giuste. Ed è probabilmente qui che il progetto può trovare la sua voce: non nel replicare Vampire Survivors, ma nel dimostrare che il caos, se ben progettato, può cambiare forma senza perdere forza.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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