Le maschere non sono un vezzo estetico, ma l’unico modo per restare vivi. Verho – Curse of Faces, RPG dark fantasy in prima persona sviluppato da Kasur Games e pubblicato da CobraTekku Games, arriverà il 30 luglio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. Già disponibile su PC tramite Steam, il gioco porterà anche su console il suo viaggio nella terra di Yariv, un mondo ostile segnato da una maledizione che rende mortale mostrare il proprio volto.
Il titolo guarda apertamente alla tradizione di King’s Field, recuperando l’idea di un’avventura lenta, oscura e piena di pericoli, dove esplorazione, combattimento e senso di smarrimento procedono insieme. Il giocatore interpreta un protagonista senza nome, chiamato a raggiungere Yariv per scoprire l’origine della piaga che ha trasformato le maschere in strumenti di sopravvivenza e identità. In questo mondo, chiunque nasconde qualcosa dietro il proprio volto coperto: una storia, un trauma, una missione o una minaccia.
Maschere, classi e libertà di costruzione
Il sistema delle maschere è uno degli elementi centrali di Verho – Curse of Faces. Ogni maschera rappresenta una classe e apre a uno stile di gioco diverso, dai combattenti più robusti agli spadaccini agili, fino ai personaggi orientati alla magia. La scelta iniziale, però, non vincola rigidamente lo sviluppo del protagonista: il gioco permette di modificare progressione, abilità e specializzazione, lasciando spazio a configurazioni personali e a percorsi differenti anche durante la stessa partita.
Questa flessibilità si riflette nella varietà di armi, incantesimi e capacità disponibili. Ogni nuovo approccio può cambiare il modo di affrontare i dungeon, la gestione degli scontri e il rapporto con i nemici. Verho – Curse of Faces non punta soltanto sulla difficoltà degli ambienti, ma sulla necessità di leggere il mondo, capirne le regole e adattarsi a ciò che Yariv nasconde dietro corridoi, abitanti inquieti e sfide secondarie. La presenza di PNG con storie personali, richieste e segreti contribuisce a rendere l’esplorazione meno lineare e più vicina a un pellegrinaggio in un territorio malato.
Un’estetica da PlayStation 1 per un fantasy opprimente
La direzione visiva richiama in modo deliberato l’epoca dei 32 bit, con modelli low-poly e texture ruvide pensate per evocare l’immaginario della prima PlayStation. Non si tratta soltanto di nostalgia: questi limiti stilistici dichiarati rafforzano l’atmosfera opprimente del gioco, dando a dungeon, creature e personaggi un aspetto spigoloso, quasi instabile, coerente con il tono cupo dell’avventura.
Il lancio console sarà accompagnato anche da un aggiornamento dei contenuti, previsto per tutte le piattaforme, con nuove sfide e materiale aggiuntivo. Per Kasur Games, studio indipendente polacco già passato dai progetti mobile al PC con BattleTanks Animal Wars, Verho – Curse of Faces rappresenta un ingresso deciso nel territorio degli RPG dark fantasy più ruvidi e atmosferici. L’arrivo su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch amplia ora il pubblico di un titolo che preferisce il mistero alla spiegazione immediata, la tensione al ritmo frenetico e la maschera al volto scoperto.






