Wane porta il giocatore nei ricordi frantumati di un archeologo

La memoria non serve soltanto a ricordare in Wane: è letteralmente il luogo da esplorare. Metis Creative ha presentato al PC Gaming Show Tokyo Direct 2026 il suo primo videogioco, un RPG tattico roguelite a turni pubblicato da Shoreline Games e attualmente in sviluppo per PC tramite Steam. Al centro della storia c’è Declan Wayne, archeologo ormai consumato dal deterioramento della propria mente e costretto a tornare metaforicamente e fisicamente verso Ravelle, il luogo che ha segnato la sua vita.

Declan aveva scoperto Ravelle e le sue tre civiltà scomparse convinto di aver trovato l’eredità che lo avrebbe consegnato alla storia. La curiosità lo portò però a spezzare sigilli che tenevano imprigionato qualcosa che non avrebbe dovuto essere disturbato, lasciandogli profonde cicatrici mentali. Dopo anni trascorsi inutilmente alla ricerca di una cura, l’unica possibilità rimasta è tornare all’origine del trauma. Per Metis Creative si tratta di un ulteriore passo verso il videogioco dopo l’esperienza maturata nel gioco di ruolo da tavolo e il lavoro collegato a Celestial Return, nato dal ramo digitale Metaphor Games.

Wane porta il giocatore nei ricordi frantumati di un archeologo

Tre combattenti contro una mente che continua a cambiare

Le spedizioni in Ravelle saranno affrontate da gruppi di tre personaggi reclutati fra occultisti e mercenari decisamente poco convenzionali. Tra gli esempi mostrati figurano un assassino il cui apparato vocale è controllato da un demone, un ex pilota da combattimento trasformato in mecha e un mago abituato a giocare a poker con la Morte. Ciascuno porta con sé motivazioni personali, rapporti da gestire e potenziali conflitti interni, che potranno essere risolti, sfruttati oppure lasciati degenerare fino a compromettere la spedizione.

Gli scontri si svolgono a turni su griglia e ruotano attorno a posizionamento, coperture, linea di tiro e attacchi regolati anche da percentuali di successo. Ferite e consumo delle risorse persistono durante la discesa, trasformando ogni stanza in una battaglia d’attrito dove non sempre affrontare un nemico rappresenta la scelta migliore. Le tre grandi aree — Ravellian Sanatorium, Palace of Arvanshah e Death Pilgrimage to Erabel — sono collegate tanto alla storia delle civiltà morte quanto ai ricordi deformati di Declan.

Wane porta il giocatore nei ricordi frantumati di un archeologo

Ogni spedizione finanzia quella successiva

Ravelle ricompone le proprie stanze tra una partita e l’altra e riporta in vita gli orrori già abbattuti, ma non tutto viene azzerato. Sarà possibile aprire scorciatoie, creare zone sicure, ottenere potenziamenti permanenti e imparare progressivamente quali minacce affrontare e quali lasciare alle spalle. La narrazione stessa seguirà questa struttura ciclica, rivelando nuovi frammenti della storia di Declan e dei suoi compagni man mano che le spedizioni riusciranno a penetrare più in profondità.

Tra una discesa e l’altra, Declan tornerà inoltre alla propria bottega di antiquariato. Le reliquie recuperate potranno essere studiate per approfondire la storia di Ravelle oppure vendute all’asta per pagare mercenari, cure, rifornimenti e miglioramenti della base. È un sistema che lega direttamente conoscenza e sopravvivenza: ogni reperto può aiutare a comprendere ciò che è accaduto oppure garantire i fondi necessari per provarci ancora. Dopo aver collaborato anche alla pubblicazione di Celestial Return, Shoreline Games accompagna così Metis Creative in un altro RPG dove memoria, fallimento e ripetizione diventano parte integrante della struttura narrativa.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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