Warding Witches porta scudi e stregoneria nel bullet hell il 19 ottobre

Nel bullet hell di Warding Witches schivare non basta: quando lo schermo si riempie di proiettili, le streghe possono affidarsi anche a barriere e altri incantesimi difensivi per aprirsi un varco nel caos. Headup e Sonorode hanno fissato al 19 ottobre l’uscita su PC tramite Steam del loro shoot ’em up in pixel art, costruito attorno a un ritmo continuo di attacco, evasione e protezione. L’obiettivo è recuperare l’intensità classica del genere senza limitarsi a riproporne la struttura più tradizionale, introducendo invece un sistema nel quale la difesa diventa parte integrante del modo di giocare.

Il principio è quello di sostituire le bombe d’emergenza tipiche di molti sparatutto con veri e propri “ward”, protezioni magiche che cambiano a seconda della strega selezionata e dello stile scelto dal giocatore. Ogni personaggio dispone infatti di differenti tipi di tiro, caratteristiche di movimento e strumenti difensivi, costringendo a trovare un equilibrio personale tra aggressività e prudenza. Headup continua così a sostenere produzioni indipendenti costruite attorno a idee molto specifiche: con Look Mum No Computer aveva recentemente accompagnato un altro shooter in pixel art fortemente legato alla propria identità musicale, mentre qui il fulcro passa dalla sintesi sonora alla gestione dello spazio dentro una tempesta di proiettili.

Warding Witches porta scudi e stregoneria nel bullet hell il 19 ottobre

Difendersi bene serve anche ad attaccare meglio

Il sistema di punteggio di Warding Witches non rimane confinato alle classifiche, ma interviene direttamente sulla partita. Alternare efficacemente attacco, schivata e protezione alimenta un indicatore bonus che può modificare potenza e capacità di sopravvivenza, premiando chi utilizza l’intero arsenale anziché affidarsi a una sola soluzione. Il rischio diventa quindi parte della progressione momentanea: giocare in maniera più precisa e aggressiva permette di aumentare l’efficacia della propria strega, ma espone inevitabilmente a traiettorie più pericolose.

Sonorode punta a rendere questa struttura immediata da comprendere ma sufficientemente profonda per chi frequenta abitualmente gli shoot ’em up. Controlli reattivi e regole leggibili dovrebbero permettere ai nuovi giocatori di entrare rapidamente nel flusso, mentre la gestione dei ward e del punteggio offre margine per perfezionare rotte e tecniche. È un approccio diverso ma vicino, per filosofia, a produzioni come Apidya’ Special, che nella nostra recensione ha ricordato quanto il genere continui a vivere di memoria muscolare, precisione e capacità di leggere situazioni sempre più dense.

Warding Witches porta scudi e stregoneria nel bullet hell il 19 ottobre

Cooperativa locale, pixel art e una colonna sonora firmata Sonorode

L’intera campagna potrà essere affrontata anche in cooperativa locale, aggiungendo un ulteriore livello di gestione agli schemi di proiettili. Due streghe contemporaneamente significano maggiore potenza offensiva, ma anche più elementi da seguire e una diversa occupazione dello spazio, soprattutto quando barriere e capacità difensive iniziano a sovrapporsi. L’esperienza punta quindi a mantenere il proprio ritmo anche in coppia, senza trasformare la cooperativa in una semplice variante più permissiva.

Sul piano visivo Warding Witches utilizza una pixel art realizzata a mano, accompagnata da una colonna sonora fantasy composta dallo stesso Sonorode. Proseguendo sarà inoltre possibile sbloccare illustrazioni e contenuti dedicati alla storia e al mondo di gioco, ampliando una struttura che rimane però saldamente legata all’azione arcade. Tra streghe, scudi e schermate sommerse dai proiettili, l’idea più interessante resta proprio quella di spostare la difesa dal ruolo di ultima risorsa a parte attiva del punteggio e dell’offensiva: in Warding Witches proteggersi bene potrebbe essere il modo migliore per continuare ad attaccare.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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