Un survival horror in cui fermarsi a guardare un film dell’orrore per intero potrebbe diventare parte dell’esperienza. Where Dolls Hang, nuovo progetto di Steelkrill Studio, introdurrà una funzione piuttosto insolita per il genere: all’interno del mondo di gioco sarà possibile trovare televisori e proiettori funzionanti che trasmettono film horror completi di pubblico dominio. Non brevi spezzoni, non semplici citazioni nascoste, ma lungometraggi visibili dall’inizio alla fine senza uscire dalla partita.
Il gioco è in sviluppo per PC e ha già una pagina su Steam. L’ambientazione prende ispirazione dal folklore messicano e da un luogo reale, la celebre Isla de las Muñecas, l’Isola delle Bambole, nota per le bambole appese tra alberi e strutture abbandonate. Where Dolls Hang rielabora questa suggestione dentro un survival psychological horror in cui il giocatore interpreta un detective impegnato a indagare su una serie di sparizioni.
Film horror completi nel mondo di gioco
La particolarità più curiosa annunciata da Steelkrill Studio riguarda proprio la presenza di film horror completi, inseriti come oggetti da scoprire nel corso dell’esplorazione. Il giocatore potrà imbattersi in televisori e proiettori sia nella foresta sia nella propria abitazione, scegliendo se fermarsi e guardare i film disponibili. Tra i titoli confermati figura Night of the Living Dead, classico zombie del 1968 diretto da George A. Romero, affiancato da altri horror di pubblico dominio nascosti nel mondo di gioco.
L’idea non sembra pensata soltanto come extra decorativo. In un titolo costruito su indagine, atmosfera e progressiva immersione nel terrore, la possibilità di guardare un film dentro il gioco può diventare una pausa inquietante, un momento di falsa sicurezza o un modo per rafforzare il rapporto tra horror videoludico e memoria del cinema di genere. Where Dolls Hang sembra voler trasformare gli oggetti audiovisivi in parte dell’ambiente, lasciando al giocatore la libertà di interrompere l’esplorazione e restare davanti a uno schermo mentre fuori continua a incombere la minaccia.
Indagini forensi tra foresta, isole e bambole appese
Al centro dell’esperienza resta però l’indagine. A differenza di molti survival horror costruiti soprattutto sulla fuga, Where Dolls Hang mette il giocatore nei panni di un detective chiamato a esaminare corpi, raccogliere indizi, posizionare marcatori di prova e documentare le scene del crimine con una macchina fotografica interna. Le sparizioni da risolvere porteranno a esplorare luoghi pericolosi, raccogliere risorse, creare strumenti e muoversi tra isole maledette usando una barca.
La struttura combina quindi più elementi: esplorazione, sopravvivenza, crafting, investigazione e horror psicologico. Steelkrill Studio cita come riferimenti esperienze molto diverse, da The Forest a Outlast, da P.T. a Silent Hill, ma il tratto più riconoscibile del progetto sembra stare nella componente forense. Il giocatore non deve soltanto scappare da una minaccia soprannaturale, ma capire che cosa sia successo, ricostruire i casi e cercare un legame tra corpi, luoghi, prove e presenze che infestano l’area.
Il fascino di Where Dolls Hang nasce proprio da questa sovrapposizione di piani. Da una parte c’è l’orrore visivo delle bambole appese, radicato in una suggestione reale e in un immaginario folklorico molto forte; dall’altra c’è il lavoro razionale del detective, fatto di prove, fotografie e scene da analizzare. In mezzo, la possibilità di trovare vecchi film horror e guardarli nel mondo di gioco aggiunge un ulteriore strato: come se l’incubo non abitasse solo la foresta, ma anche gli schermi, i ricordi del cinema e gli oggetti dimenticati nelle case. Per Steelkrill Studio, la sfida sarà far convivere tutti questi elementi senza spezzare la tensione, trasformando la curiosità in disagio e la ricerca della verità in una discesa sempre più fragile dentro il buio.






