Il survival open world di Shueisha Games e Magnus Games Studio ha finalmente un nome definitivo. Dopo essere stato presentato nel 2023 come Project Survival durante BitSummit Let’s Go!!, il progetto torna ora con il titolo Wild Wild Eden e una finestra di lancio più precisa: l’Accesso Anticipato su PC tramite Steam è previsto per la primavera 2027. Il gioco si presenta come un open-world survival crafting RPG con estetica anime, ambientato su un pianeta selvaggio da esplorare, ricostruire e abitare insieme a creature che non saranno semplici strumenti, ma compagni di viaggio.
L’annuncio segna una nuova fase per un progetto rimasto in lavorazione per quasi tre anni dopo la prima presentazione pubblica. In questo periodo il team ha rivisto tecnologia, direzione visiva e struttura dell’esperienza, fino ad arrivare alla forma attuale. Wild Wild Eden parte da una premessa classica della fantascienza di sopravvivenza: il pianeta natale dell’umanità è stato colpito da una catastrofe e i superstiti hanno cercato rifugio tra le stelle. Il ritorno su un mondo ormai trasformato apre però una domanda più grande: che cosa è accaduto davvero alla civiltà perduta, e quanto di ciò che è stato tramandato corrisponde alla verità?
Un pianeta selvaggio tra rovine, isole sospese e creature da proteggere
Il mondo di Wild Wild Eden punta su un immaginario fantasy naturale e verticale, fatto di terre fluttuanti, montagne, oceani luminosi, antiche rovine e creature misteriose. L’esplorazione non servirà soltanto a raccogliere risorse, ma anche a ricostruire la storia del pianeta e a scoprire le forme di vita che lo popolano. Il giocatore potrà scalare vette, immergersi, attraversare zone inesplorate e costruire il proprio insediamento quasi ovunque, trasformando il paesaggio in una nuova casa dopo la perdita del mondo originario.
Il crafting e la costruzione saranno affiancati da attività più vicine alla life simulation, come agricoltura e pesca. Le creature addomesticate potranno aiutare nella vita quotidiana dell’insediamento, per esempio coltivando i campi o occupandosi di alcune mansioni ripetitive. Il punto, però, è il modo in cui il gioco vuole rappresentarle: non come manodopera efficiente da usare e sostituire, ma come membri della comunità. La loro presenza dovrebbe emergere anche attraverso comportamenti spontanei, interazioni affettuose e piccoli gesti capaci di rendere l’accampamento più vivo.
Mostri come famiglia e un sistema di allevamento profondo
Uno degli elementi centrali di Wild Wild Eden sarà il rapporto con le creature. Una volta addomesticate, potranno accompagnare il giocatore nell’esplorazione, combattere al suo fianco, trasportarlo attraverso grandi distanze o permettergli di volare nei cieli del pianeta. Il sistema di allevamento consentirà di accoppiare esemplari della stessa specie per trasmettere abilità, tratti e caratteristiche alle nuove generazioni, aprendo la strada alla ricerca di compagni unici, combinazioni rare e varianti cromatiche particolarmente difficili da ottenere.
La componente multiplayer online permetterà inoltre di affrontare il mondo in solitaria oppure con altri giocatori, assegnando ruoli diversi all’interno della comunità. Qualcuno potrà concentrarsi sull’allevamento, qualcun altro sulla costruzione di strutture, sulla raccolta di risorse o sull’esplorazione delle aree più pericolose. La promessa è quella di un survival non fondato soltanto sulla resistenza a fame, pericoli e ambiente ostile, ma sulla costruzione di un luogo in cui vivere, crescere e tornare.
Shueisha Games e Magnus Games Studio sembrano quindi voler entrare in un genere ormai molto popolato con un’identità precisa: un survival crafting meno freddo e più emotivo, dove il legame con i mostri diventa la vera differenza rispetto ad altri titoli simili. Wild Wild Eden non punta solo sull’ampiezza dell’open world o sulla quantità di sistemi, ma sull’idea che la sopravvivenza possa passare anche dall’affetto, dalla cura e dalla costruzione di una tribù. Se questa visione troverà un equilibrio solido tra esplorazione, crafting e progressione, il pianeta di Eden potrebbe diventare più di una mappa da colonizzare: una casa da riconquistare.
Fonti consultate: Anime News Network.




