C’è un immaginario preciso che Wyldheart prova a inseguire sin dal suo annuncio: quello delle serate tra amici attorno a un tavolo, tra personaggi da costruire, missioni da improvvisare e storie che si definiscono passo dopo passo. Wayfinder Studios, team svedese formato da ex sviluppatori di EA DICE, Embark Studios e Mojang, ha presentato il suo primo progetto, un action RPG cooperativo fantasy in arrivo su PC tramite Steam ed Epic Games Store, accompagnando il reveal anche con il lancio della campagna Kickstarter dedicata al gioco.
L’idea alla base del gioco è quella di trasporre la dimensione del gioco di ruolo da tavolo in un mondo digitale costruito per essere affrontato in solitaria o con un gruppo di massimo quattro persone. Ambientato nel decaduto regno di Caerwyn, Wyldheart mette al centro un gruppo di avventurieri qualunque, non eroi prescelti o figure leggendarie, ma personaggi ancora tutti da definire. È proprio questa impostazione a suggerire un taglio più libero e corale, dove la costruzione del party e l’evoluzione dei protagonisti diventano parte integrante del fascino dell’esperienza.
Un fantasy cooperativo che guarda al gioco di ruolo classico
Uno degli elementi più interessanti di Wyldheart è il modo in cui rielabora alcune convenzioni tipiche del fantasy da tavolo. Il gioco permetterà di scegliere tra diverse origini, come i Freefolk, i Mossling e i Grimhorn, oltre a 19 background differenti, in un sistema privo di classi rigide che consente di distribuire liberamente i punti tra abilità legate ad avventura, sopravvivenza, esplorazione di dungeon, armi e magia. Più che imporre archetipi chiusi, il progetto sembra voler incoraggiare una crescita organica del personaggio, lasciando spazio a combinazioni più personali.
Questo approccio si riflette anche nella struttura narrativa. Le campagne avranno una durata di circa dieci ore ciascuna, a cui si aggiungeranno ulteriori contenuti opzionali, e saranno pensate per offrire sessioni compatibili con ritmi di gioco meno dispersivi. L’idea di fondo sembra essere quella di rendere più semplice organizzare una partita cooperativa continuativa, con salvataggi condivisi nel cloud, progressione di gruppo e difficoltà scalabile, così che il gruppo possa andare avanti anche in assenza di uno dei membri senza penalizzare chi resta indietro.
Caerwyn tra rovine, villaggi e storie da ricucire
Sul piano dell’ambientazione, Wyldheart promette un mondo artigianale e ricco di tradizione, attraversato da villaggi abitati da personaggi con routine, storie e relazioni proprie. Le missioni non saranno presentate soltanto in modo frontale, ma emergeranno anche da voci ascoltate in paese, indizi da decifrare ed esplorazioni tra rovine dimenticate. È una filosofia che suggerisce un fantasy meno guidato e più curioso, dove la scoperta nasce dall’osservazione e dalla disponibilità a perdersi nelle pieghe del regno caduto di Caerwyn.
A sostenere questa visione c’è un team guidato da Dennis Brännvall, già creative director di Star Wars Battlefront II, e Fia Tjernberg, in passato studio director of technical design presso EA DICE. Insieme a loro lavora anche Manne Ederyd, con l’obiettivo di dare forma a un titolo che unisca costruzione cooperativa, tecnologia multiplayer e sensibilità da gioco di ruolo da tavolo. Per Wayfinder Studios, Wyldheart rappresenta così un debutto che prova a ritagliarsi uno spazio preciso: non quello dell’epica monumentale, ma di un’avventura condivisa, più raccolta e costruita attorno al piacere di partire insieme verso l’ignoto.




