Una parte importante della storia del videogioco giapponese ha perso uno dei suoi autori più riconoscibili. Yoshihisa Kishimoto, noto soprattutto per aver diretto Nekketsu Kōha Kunio-kun e per il suo lavoro su Double Dragon, è morto il 2 aprile 2026. La notizia ha rapidamente richiamato l’attenzione degli appassionati legati all’eredità di Technōs Japan, casa che negli anni Ottanta contribuì a definire un’intera idea di action game urbano e di beat ’em up.
Kishimoto è stato una figura centrale nella produzione di Technōs Japan, dove ha legato il proprio nome non soltanto alla nascita della serie Kunio-kun, ma anche ad altri titoli che hanno lasciato un segno duraturo nell’immaginario arcade e console. Oltre al primo Nekketsu Kōha Kunio-kun, tra le opere ricordate in queste ore figurano anche Nekketsu Kōkō Dodgeball Bu e la saga di Double Dragon, lavori che hanno contribuito a rendere il suo nome una presenza costante nel racconto storico del videogioco d’azione giapponese.
Un autore decisivo per il linguaggio dei picchiaduro giapponesi
Il peso della sua carriera va ben oltre il semplice elenco di titoli firmati. Con Kunio-kun e Double Dragon, Kishimoto ha partecipato alla definizione di un linguaggio che avrebbe influenzato per anni il beat ’em up, sia sul piano della struttura di gioco sia su quello dell’immaginario. Strade, bande, rivalità scolastiche, cooperazione e scontri corpo a corpo trovarono in quelle produzioni una forma riconoscibile, destinata poi a sedimentarsi nella memoria collettiva di più generazioni di giocatori. Anche quando quelle formule si sono evolute, il loro nucleo originario è rimasto legato a quel momento creativo.
Dopo l’esperienza in Technōs Japan, Kishimoto aveva proseguito il proprio percorso come game designer e producer freelance, fino alla fondazione della società Brochette nel 2010. Il suo profilo professionale, dunque, non si è esaurito nella stagione classica degli anni Ottanta e Novanta, ma ha continuato a muoversi all’interno dell’industria con un ruolo attivo anche nelle fasi successive della sua carriera.
Il ricordo dell’industria e dei fan di Kunio-kun
Nelle stesse ore in cui la notizia si è diffusa, sono arrivati anche i primi messaggi di cordoglio. Tra questi figura quello di Kōji Ogata, designer del primo Nekketsu Kōha Kunio-kun, che su X ha voluto ricordare Kishimoto pubblicamente. A dare comunicazione della scomparsa è stato inoltre il figlio dello sviluppatore, che ha confermato la morte del padre avvenuta il 2 aprile e ha ringraziato chi, nel tempo, ha continuato a sostenere e a raccontare la storia di Kunio-kun.
岸本さんが亡くなりました😭
くにおくん40周年を共に祝えないのが残念でなりません。
心より御冥福をお祈り致します。 https://t.co/ss9DTTJEeG— 緒方(Kon)@絶賛お仕事募集中です!!直筆相談はDMへ御連絡下さい! (@food2han) April 6, 2026
Con la scomparsa di Yoshihisa Kishimoto viene meno uno dei nomi che hanno contribuito a costruire l’identità più fisica, immediata e popolare del videogioco giapponese. Il suo lascito resta però vivo in serie che continuano a essere citate, riscoperte e omaggiate, e in un’idea di azione arcade che conserva ancora oggi una forza riconoscibile. Per chi è cresciuto tra sale giochi, conversioni domestiche e rivalità a colpi di sprite, il suo lavoro rimane parte integrante di una stagione irripetibile.
Fonti consultate: Famitsu.




