Yuji Horii nominato ambasciatore turistico di Abashiri grazie a un giallo del 1984

Yuji Horii, nome indissolubilmente legato alla nascita e all’evoluzione di Dragon Quest, è stato nominato ambasciatore turistico della città giapponese di Abashiri. Un riconoscimento che, curiosamente, non celebra il suo contributo al genere RPG, bensì l’influenza di un’avventura investigativa pubblicata nel 1984: The Hokkaido Serial Murder Case: The Okhotsk Disappearance. Secondo le autorità locali, sia l’opera originale sia il suo remake del 2024 hanno contribuito in modo significativo a rafforzare l’attrattiva turistica dell’area, trasformando un videogioco in un inaspettato veicolo di promozione territoriale.

Un “turismo da videogame” nato quarant’anni fa

Abashiri, situata nell’Hokkaidō orientale, compare in alcune sezioni della storia e, fin dall’uscita del titolo, è diventata una meta di pellegrinaggio per i fan desiderosi di vedere dal vivo i luoghi reali citati nell’avventura. Un fenomeno che oggi definiremmo con naturalezza “turismo da videogame”, ma che nel caso di Horii ha radici sorprendentemente lontane, quando il medium era ancora percepito come intrattenimento di nicchia.

La città ha imparato a valorizzare nel tempo questa curiosa tradizione, costruendo iniziative e oggetti simbolo capaci di legare l’esperienza di viaggio alla memoria del gioco. Tra gli esempi più noti figurano collaborazioni dedicate, souvenir ispirati agli elementi narrativi dell’opera e perfino tour pensati per gli appassionati, dove la visita diventa un’occasione per riscoprire Abashiri attraverso la lente della cultura pop. Un legame che, nel 2024, è stato ulteriormente rafforzato dal remake The Hokkaido Serial Murder Case: The Okhotsk Disappearance ~Memories in Ice, Tearful Figurine~, capace di riportare l’attenzione su una storia che non ha mai smesso di esercitare fascino.

La trilogia dei misteri di Horii e il valore della memoria

Il gioco ambientato nell’Hokkaidō è il 2º capitolo della “Mysteries trilogy” di Horii, incastonato tra The Portopia Serial Murder Case del 1983 e Karuizawa Yūkai Annai del 1985. Tre opere legate a differenti prefetture giapponesi e accomunate da una struttura investigativa che, per l’epoca, aveva un sapore pionieristico. Non a caso, The Portopia Serial Murder Case è spesso ricordato anche per l’impatto che ebbe su Hideo Kojima, spingendolo verso la strada dello sviluppo videoludico.

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Ricevendo la lettera di nomina e il biglietto da visita ufficiale da ambasciatore turistico, Horii ha sottolineato quanto lo renda felice sapere che “un adventure game abbia aiutato a rivitalizzare una regione”, aggiungendo di essere entusiasta nel vedere i fan arrivare in città e sostenere l’economia locale attraverso acquisti e attività legate al territorio. Per l’autore, l’idea che un videogioco possa portare gioia e risultare utile “in così tanti modi” ripaga gli sforzi compiuti.

Horii ha inoltre ricordato il viaggio del 1983 in Hokkaidō, quando la sua destinazione finale fu proprio Abashiri: lì visitò la prigione cittadina e scoprì una particolare bambola, destinata a diventare un elemento chiave nella storia. Tornando anni dopo per il remake, ha trovato una città cambiata, arricchita anche da nuove strutture museali, e ne ha lodato l’atmosfera, il cibo e la qualità dell’esperienza, descrivendola come un luogo “da sogno” e definendola una città davvero speciale.

In un periodo in cui si parla sempre più spesso di videogiochi come strumenti culturali, The Hokkaido Serial Murder Case: The Okhotsk Disappearance dimostra come l’influenza di un’opera possa superare di slancio i confini dello schermo, trasformandosi in memoria collettiva e persino in motore concreto di valorizzazione turistica.

Fonti consultate: Automaton West.

Stefano Bulbarelli

Stefano Bulbarelli, noto nel mondo del gaming come NerdOtaku 92, è un content creator specializzato nel settore dei videogiochi indipendenti. Con una lunga esperienza nel settore, Stefano offre recensioni approfondite, analisi e gameplay di titoli indie, action e picchiaduro, sia in 2D che in 3D.

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